ACIDO PANTOTENICO e la carenza relativa all’artrite


Gli ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali, cortisone incluso, regolano la tendenza alle infiammazioni.

Un gruppo di ricercatori inglesi (Lancet 26 ottobre 1963) indagarono sulla relazione fra acido pantotenico e artrite e osservarono che gli artritici reumatoidi avevano bassi livelli di acido pantotenico nel sangue.

Quanto più basso era il livello, tanto più grave erano i sintomi della loro artrite 

Iniezioni quotidiane di acido pantotenico e dosi di pappa reale condusse ad un accrescimento graduale dei livelli di acido pantotenico nel sangue, a un miglioramento delle condizioni generali della mobilità delle giunture e a una caduta del tasso di sedimentazione.

Secondo Executive Health (gennaio 1976), due scienziati inglesi E.C.Barton-Wright biochimico e W.A.Elliot medico interno della Rheumatic Clinic of St.Alfege’s Hospital di Londra, hanno curato pazienti reumatici per molti anni e si sono convinti di una stretta relazione fra il livello di acido pantotenico nel sangue e i sintomi dell’artrite.

Il dottor Barton-Wright afferma che un apporto insufficiente di acido pantonenico, è un fattore dell’artrite e pone l’uso crescente di cibi industriali, che hanno perso la maggior parte del contenuto vitaminico, come causa di questo incremento.

Uno degli stress più profondi, e meno compresi, a cui può essere esposto il corpo umano è il danno delle radiazioni.

È possibile che le proprietà dell’acido pantotenico possano proteggere contro i letali effetti delle radiazioni?

 Il dottor I.Szorady in uno studio sull’acido pantotenico, ha osservato che i topi a cui era stato somministrato dell’acido pantotenico per una settimana, e che erano stati sottoposti a radiazioni la settimana seguente, registravano un indice di sopravvivenza di 200 volte maggiore di quelli sottoposti alla stessa quantità di radiazioni, ma ai quali non era stato somministrato l’acido pantotenico.

Il dottor Szorady sostiene che, “grazie alla sua posizione metabolica chiave, l’acido pantotenico sembra in tal modo provocare lenti processi biochimici, che assicurano una maggior protezione contro i danni delle radiazioni. La capacità dell’acido pantotenico di proteggere l’epitelio, di favorire la rigenerazione dei tessuti, la sintesi delle proteine, la produzione di anticorpi e la sintesi corticoide, e anche le sue proprietà antiallergiche, possono essere tutte implicate in quei processi biochimici”

IL dotto Szorady, citando uno studio pubblicato in Germania nel 1961, menzionava anche un altro uso terapeutico dell’acido pantotenico.

“Come è stato comprovato da risultati sperimentali e osservazioni cliniche, l’acido pantotenico mitiga gli effetti collaterali e la tossicità di numerosi antibiotici prodotti da streptomiceti, quali la streptomicina, la deidrostreptomicina, la neomicina, la kanamicina e la viomicina”

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