Perché Amway


Alcuni anni fa mi fu proposta un’attività per “guadagnare soldi“.

Sono certo che a tutti voi sia stata offerta nel corso degli anni una tale opportunità.

Quindi mi recai con mia moglie ad una presentazione, simile in tutto e per tutto a centinaia di altre presentazioni che si sono tenute e che si tengono tuttora in centinaia di sale sparse per la penisola italiana.

Fu in quell’occasione che sentii parlare per la prima volta di Multilevel Marketing, una nuova forma di distribuzione prodotti, alternativa a quella tradizionale che conosciamo tutti.

Non fui affascinato dai prodotti o dall’azienda che li proponeva, rimasi affascinato dal “sistema“, un metodo di lavoro indipendente che poteva essere proposto ed esportato ovunque. Si trattava del “concetto di libertà” nella sua essenza fondamentale, la possibilità di “essere libero“. Libero finanziariamente , libero territorialmente, libero di scegliere i compagni di viaggio, insomma una sensazione elettrizzante.

Con quella prima compagnia lavorai per circa 3 anni, con risultati soddisfacenti dal punto di vista del prodotto, un po’ meno per quelli economici, ma si trattava comunque di imparare a lavorare e quindi ci stava tutto.

Quando si opera nello stesso settore, prima o poi si incontrano concorrenti, persone che stanno facendo la stessa cosa con altre aziende e fu con uno “scambio di kit” (si chiamavano e si chiamano ancora così le basi per iniziare) che entrai in contatto con l’azienda con cui sto collaborando ora.

Come accade in tutti i MLM fummo “sponsorizzati“, ci furono mostrati gli articoli che dovevamo trattare, ci fu spiegato il Piano di Marketing che generava i compensi e fummo invitati ad una “serata informativa”. A questa serata rimasi di stucco per il numero di persone che presenziavano, una sala di un teatro medio grande riempita all’inverosimile. Ero andato un po’ scettico, mi identificavo ancora con la vecchia azienda con la quale eravamo abituati ad essere presenti in “quattro gatti”  alle serate informative. Pensate che cosa stavo assistendo in quel momento. Incredibile!

Quello che fece pendere l’ago della bilancia a favore dell’azienda attuale furono 3 cose essenzialmente:

  1. I PRODOTTI, un numero elevatissimo di articoli da trattare. Come dire che sino ad allora avevamo gestito un negozietto di montagna ed ora avevamo a disposizione un ipermercato in città.
  2. L’AZIENDA, la prima al mondo. Quella che ha inventato il sistema, il Leader di Mercato
  3. Un Piano Marketing che consentiva non solo di guadagnare in modo progressivo e illimitato, ma totalmente svincolato da coloro ci avevano introdotto in attività.

Insomma si trattava di un sistema assolutamente indipendente.

E iniziammo, lentamente senza avere ancora bene in chiaro di cosa si trattasse, con i sistemi pionieristici che caratterizzano tutte le “nuove attività“, con gli alti e i bassi propri di un’attività di persone.

Oggi abbiamo rivisitato questa opportunità alla luce del panorama economico di questo Paese; abbiamo toccato con mano la crisi che attraversa l’Italia, la mancanza di lavoro sicuramente, ma anche la carenza di valori, una disoccupazione giovanile (e non solo) da paura e lavoro che manca.

Guardiamoci intorno: che prospettive può avere un giovane appena uscito dalla scuola? Poco più di zero. Se conosce le lingue straniere ha delle chance in più se si trasferisce all’estero, ma per chi per mancanza di studi o di voglia decide di restare qui, cosa può fare?

Mettersi in proprio? Può essere una soluzione per controbilanciare magari un lavoro sottopagato (quando c’è) oppure degli stage di apprendimento, o ancora dei lavori precari e senza futuro.

Quanto costa , mettersi in proprio? E soprattutto a fare cosa?

Tempo fa c’è stato un boom di negozi che vendono le famose E-CIG, le sigarette elettroniche. Sembrava finalmente che qualcosa si muovesse nel panorama economico italiano. Nuove attività che finalmente consentivano la riapertura delle saracinesche chiuse. Purtroppo vuoi perché lo Stato è alla ricerca di sempre più risorse finanziarie oppure perché queste nuove attività ledono interessi potenti, la lobby del tabacco, questa iniziativa è andata via via scemando e ormai sono pochi i negozi che ancora riescono a stare sul mercato.

Questo è solo un piccolo esempio, si potrebbe farne a decine, ma la sostanza è che non c’è alcun settore al sicuro e soprattutto nessun settore è a buon mercato per un neo-imprenditore.

Allora è tornata prepotentemente alla ribalta questa opportunità: un negozio a tutti gli effetti, senza impegno sostanziale di capitale e soprattutto con ridottissimi rischi.

Posso fare a meno di farne pubblicità? No certo. Questa è un’opportunità che deve essere offerta a tutti, tutti quelli che hanno l’acutezza mentale di capire veramente di cosa si tratta e che vogliono approfondire e magari mettere in pratica.

Questa è l’attività per chi se la merita.

 

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