Cibo e nutrimento


Perché integrare?

La maggior parte dei nutrizionisti è scettica sull’utilizzo di integratori alimentari e vitaminici

Dicono : “non serve assumere prodotti integrativi, dato che la natura offre tutto quanto necessita al nostro organismo”, oppure “basta mangiare un po’ di tutto e non c’è bisogno di assumere integratori”

Anche le riviste di settore sono categoriche e stroncano senza mezzi termini ogni suggerimento che cerca di mettere in evidenza la necessità di integrare l’alimentazione.

Di per se la presa di posizione non è sconveniente, se quello con cui ci nutriamo fosse veramente quello che dovrebbe essere, in teoria. Spesso e volentieri questo non è vero e quello che mangiamo non ci fornisce tutti gli elementi nutrivi di cui abbiamo bisogno. Ci sono infatti sei fattori che riducono o annullano i benefici delle vitamine, in dettaglio:

  1. Impoverimento del suolo coltivato. Rispetto ad alcuni secoli fa, l’uomo è riuscito ad ottenere dal terreno di cultura, una sempre maggior quantità di prodotti. Quando l’essere umano si scoprì agricoltore, ebbe sempre l’obbiettivo di aumentare quello che coltivava, prima scoprì i concimi, poi gli antiparassitari, infine la ricerca genetica ha prodotto elementi modificati geneticamente (OGM). Tutto questo va a detrimento deglli elementi nutritivi
  2. Insetticidi tossici. La  conseguenza della ricerca scientifica a supporto dell’agricoltura, garantì un aumento sì della quantità di prodotto, ma a discapito della qualità. Se sommiamo il fatto che i parassiti si assuefacevano sempre di più ai ritrovati chimici, e di conseguenza l’uomo doveva aumentarne progressivamente l’impatto, questo nuoceva chiaramente sulla “naturalezza” delle produzioni.
  3. Raccolti immaturi. La tendenza ad aumentare il raggio d’azione commerciale, per acquisire nuovi mercati spesso lontani dalle zone di produzione naturale, fece si che frutta e verdura dovessero essere raccolti prematuramente rispetto alla normale evoluzione, causando un’ulteriore abbassamento dei nutrienti.
  4. Colore. Grazie alla pubblicità, che mostrava i prodotti della terra nel migliore dei modi, i produttori dovettero adeguarsi all’uso sempre più massiccio di cere, coloranti, detergenti, dovettero insomma farsi aiutare dalla chimica per rendere i propri articoli sempre più “appetitosi” per i loro clienti.
  5. Raffinazione. I cibi che una volta erano disgustosi, ma rispecchiavano veramente il prodotto naturale, furono gradatamente raffinati per andare incontro sempre più ai gusti della clientela. Prendiamo come esempio lo zucchero bianco. Esso è per definizione “raffinato”, ma i processi che lo rendono più gradevole al palato dello zucchero grezzo, lo hanno privato anche di tutti quegli elementi nutrizionali propri dello zucchero pre-raffinato.
  6. Additivi. L’uso degli additivi chimici, spesso tossici, per rendere i prodotti gradevoli a vista e palato, deprimono ulteriormente la base nutrizionale

Inoltre non dimentichiamo che una volta passati dalla produzione ai mercati, le vitamine vengono ulteriormente depresse da una serie di antagonisti , dei quali parleremo più avanti

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