Dimagrire: che passione?


La “dieta”.

Una delle parole più usate nel lessico quotidiano, seconda forse solo alla parola “amore”.

Chi di noi non si è mai messo a dieta almeno una volta nella vita?

Forse quelli che, per una particolare forma di metabolismo, sono magri come acciughe, che mangiano in modo inverecondo mentre voi state centellinando i 40 grammi di pane nero che il dietologo vi ha “prescritto”?

Personalmente devo confessare che la mia prima dieta (è come il primo amore, impossibile da scordare) è iniziata a 18 anni.

E sono dovuto andare da un dietologo, sportivo dato che si trattava di perdere una decina di chili per poter rendere meglio sui campi di calcio.

Guardato, pesato, fotografato e infine condannato.

Dieta altamente proteica, è quella che funziona sempre e tutto sommato la più veloce, ma solo se si è giovani.

Veloce si fa per dire, è durata almeno 6 mesi, a partire dai 18 anni sino ai 19 compiuti. Era inverno, quindi più stressante, con le feste dietro l’angolo.

Ricordo che nella mia compagnia di amici la domenica sera era di rito la pizza. Pizza

Nella mia dieta, oltre alla normale abolizione di “pane, pasta e patate”, mi era vietato pure bere durante i pasti. Dovevo assumere 250 ml di succo di frutta, senza zucchero, mezz’ora prima di cenare, per cui cosa facevo per stare in compagnia? Seguivo il gruppo in pizzeria e, mentre loro addentavano dei succulenti tranci di margherita, prosciutto e funghi o capricciosa, io mi bevevo il mio quartino di succo di arancia o pompelmo, che mi portavo come una cane san Bernardo, da casa.

Poi una volta terminato, tornavo a casa a cenare,  con le mie proteine e una bella insalata condita con 1 cucchiaio d’olio e limone a volontà.

Perché racconto questi aneddoti?

Semplicemente perché dimagrire costa fatica, è sacrificio allo stato puro, è violentare se stessi assistendo alle cene degli altri, insomma non è proprio piacevole.

Eppure il segreto per non ingrassare c’è, basta solo nutrirsi a sufficienza e bruciare gli eccessi con una buona attività fisica.

JoggingE non è necessario fare 10 kilometri di corsa o nuotare per 50 vasche e neppure pedalare per 100 kilometri, basta salire le scale di casa (meglio se abitate all’ottavo piano) abbandonando l’ascensore, oppure andare al lavoro a piedi o far fare una bella passeggiata al cane per 45 minuti.

E se i nostri kili di troppo fossero proprio “di troppo”?

E se fossero talmente affezionati a noi che non se ne vogliono andare?

Beh, la categoria dei dietologi è stata inventata proprio per questo:  agevolarvi nella perdita dei vostri affezionatissimi chilogrammi, ma soprattutto  alleggerire i vostri portafogli così appesantiti (anche loro) dal vile denaro.

Purtroppo la notizia negativa per coloro che si accingono a telefonare per un appuntamento dal dietologo è proprio questa: perdere peso significa investire denaro.

E non è finita, perché per fare una dieta è necessario cambiare abitudini alimentari, prodotti che sono decisamente più costosi, oltre alle normali rinunce a tutti quei cibi che erano una gioia per il palato.

E queste sono cose che ci fanno optare per le “diete lampo” da rivista patinata. RivistaSalute

 

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