Dimagrire: che passione!


Piano piano l’estate sta facendo capolino, magari è ancora un po’ prematura, le piogge stanno rovinando le giornate e i week-end, ma anche se non sarà piena entra il 21 giugno sicuramente in breve arriverà.

Non sto facendo esercizi di meteorologia o previsioni da Nostradamus dei poveri, voglio solo parlare dello sport preferito dagli italiani, ma soprattutto dalle italiane, quando i campionati vari si sono conclusi.

provacostumeMi riferisco allo sport nazionale “della perdita dei chili in eccesso”.

Da Natale a oggi è stato un via vai di feste, di lieti banchetti, di esagerazioni culinarie, d’altronde i format televisivi che la fanno da padrone sono i vari Masterchef et simili. tavolaimbandita

E ben vengano!

La tavola è ancora un luogo di aggregazione, di allegria e dove si sta meglio che a tavola?

silente“Tuttavia”, come amava recitare il professor Silente nei vari capitoli della saga di Harry Potter, tuttavia il cibo è cattivo, soprattutto per quello che fa al nostro corpo.

Tutto quel cibo in eccesso, che non serve a farci camminare, correre, nuotare o solo lavorare, si annida, con i suoi componenti, fra le pieghe dei nostri organi e si consolida, come un giocatore di Risiko che conquista territori. E quando si è consolidato, è dura cacciarlo.risiko

Da mesi le case più o meno farmaceutiche stanno bombardando l’etere con “prodotti miracolosi” che bruciano i grassi anche se siamo ad un pranzo di nozze o alla Festa degli Alpini, le riviste di moda e affini, sono piene di diete “formidabili” che fanno perdere 7 chili in 7 giorni e le farmacie hanno solo più “dimagranti consigliati dal farmacista” in bella mostra.

Non è proprio così semplice.

Certo alle persone piace sapere che con poca spesa e senza fatica, si può indossare il tanga di quando avevamo 20 anni, o il monochini della Prima Comunione, ma quando alla fine si sono persi 4 chili, facendo rinunce immani, magari per 1 mese, ci si guarda allo specchio per chiedersi: “ne è valsa la pena?”, e nel frattempo tratteniamo il fiato come subacquei per entrare nel costume dell’anno scorso?

bilanciocontabileDue sono i fattori che, come nella contabilità, interagiscono con il grasso: le entrate (il cibo) e le uscite (il movimento).

Senza una sinergia costante di questi due fattori, il grasso resta al suo posto.

E un terzo fattore fa da “cappello” agli altri due: l’età.

Vi siete mai chiesti perché a 20 anni si poteva strafocare per un mese (in ferie) e in 15 giorni si riprendeva il peso forma?

Invece a 40, 50 e 60 il periodo di “dieta” si fa sempre più lungo e snervante? E in molti casi non serve nemmeno fare pranzi e cene con pesce bollito e verdura bollita?

Forse a causa del fattore “20 anni”?

Oppure chiamiamolo semplicemente “metabolismo” accelerare-metabolismo

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