Integrazione Alimentare SI O NO?


Nervo scoperto. Oggetto di infinite discussioni

Come definire questo argomento?

Non esistono dati esaustivi, c’è chi dice che “quello che mangiamo è sufficiente per alimentarsi correttamente” e c’è chi dice che “l’alimentazione di oggi non è sufficiente e occorre integrare i nutrienti” 

Chi ha ragione?

Ognuno ha la propria idea, io posso solo esporre la mia sulla base di alcuni piccoli ragionamenti.

Prendiamo l’alimentazione di 100 anni fa. Tempi duri, si lavorava sodo, 10 o anche 12 ore tutti i giorni, senza week-end, senza ferie, senza mutua.

Sto parlando del lavoro nei campi, che è poi quello che praticava la maggioranza degli italiani in tutta la penisola.

Ebbene 100 anni fa si mangiava sano, poco, ma sano. Il cibo era quello che dispensava Madre Natura ed era poco, ma salutare.

Allora si che frutta e verdura facevano bene, perché erano raccolte al momento giusto, erano state coltivate con i prodotti corretti (letame animale e compostaggi naturali).

Poi venne il progresso, venne la domanda che superava l’offerta, venne la “globalizzazione” gli stessi prodotti tutto l’anno, peccato che arrivino dall’altro capo del mondo e che per poterli vendere in tempo devono essere raccolti acerbi e “maturati” nel corso del viaggio.

I fautori del primo assunto possono sinceramente dire che questa frutta e questa verdura contengono tutti i nutrienti che erano disponibili 100 anni fa?

Quindi frutta e verdura fresca non esistono più, se non a Kilometro Zero.

Ma quante sono le persone che possono approvvigionarsi a Kilometro Zero?

Allora entra in gioco l’industria conserviera, per poter garantire a tutti i cibi che non si riesce ad acquisire in modo naturale, ma non risolve il problema dei nutrienti che vengono persi nelle varie fasi della produzione.

Qualcuno potrebbe obbiettare: “esiste il BIOLOGICO”, sicuramente questi sono alimenti cresciuti in modo naturale.

Premesso che dietro al “biologico” ci sono interessi commerciali e che dove c’è interesse viene a mancare il naturale, ma ipotizziamo che alcuni di essi possano essere veramente “biologici”.

Chi ha un po’ di dimestichezza in agricoltura, foss’anche l’orticello sul balcone, sa bene che i prodotti che crescono “naturalmente” non sono belli e spesso nemmeno uguali uno con l’altro. Eppure, anche nei negozi “biologici”, i frutti e le verdure vendute sembrano fatte con lo stampino, segno evidente che la mano dell’uomo ha fatto qualcosa per rendere invitante il prodotto.

E veniamo all’ultimo punto: il consumo.

Il corpo umano è un motore e ogni motore necessità del “pieno” nei momenti giusti.

Tutti sanno che i pasti principali nel corso della giornata sono 3, inframmezzati con degli spuntini sani.

Eppure la maggioranza degli italiani, soprattutto quelli che lavorano distante da casa, a malapena ne fanno 1 e neppure in modo salutare.

La colazione, che dovrebbe essere il pasto principale, diventa “caffè o cappuccino e brioche” e alle volte solo “caffè”, magari ripetuto più volte nel corso della giornata.

Poi il pranzo, che dovrebbe rappresentare un’integrazione utile a raggiungere il fine giornata, spesso e volentieri viene “saltato”

oppure sostituito con un “panino” o un “toast” e un dolce.

E infine la sera, a cena, ci si rifà di tutte le mancanze della giornata, con un pasto pantagruelico che non verrà mai smaltito, in quanto dopo qualche ora di sedentarietà assoluta, si andrà a dormire, con la fase digestiva in pieno svolgimento.

Qualcuno crede ancora che ci stiamo nutrendo correttamente?

Oppure prendiamo i bambini, quanti di questi si nutrono in modo corretto?

Quanti assumono le famose “5 porzioni di frutta e verdura” quotidiane? (Sulla frutta va fatto un discorso a parte).

Quanti si alimentano in modo naturale nel corso della giornata? Oppure si riempiono di merendine e bibite gassate, i cui unici elementi nutritivi sono gli zuccheri e nemmeno quelli più naturali?

Se ci guardiamo attorno, non possiamo che constatare con sgomento il numero sempre più elevato di “adolescenti obesi”, condizione che porta in età, nemmeno troppo remota,  patologie dirompenti oppure a episodi di suicidio dovuti a “bullismo”.

Ma il vero problema non è il fantomatico “bullismo”, reo di ogni nefandezza, bensì un Educazione Alimentare alla Beautiful.

Morale della favola, siamo sicuri, ma proprio sicuri tanto da metterci la mano sul fuoco, che quello che mangiamo è sufficiente a nutrirci come dovremmo?

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