Un modo sano di nutrirsi


basato sui testi “Mangiare bene per sconfiggere il male” e “Le ricette di mangiare bene per sconfiggere il male” della dottoressa Maria Rosa Di Fazio e da “La nutrizione nelle malattie del metabolismo di Giacinto A.D. Miggiano

La dottoressa Maria Rosa Di Fazio è responsabile di Oncologia del Centro medico internazionale SH Health Service di San Marino

Il dottor Giacinto A.D. Miggiano è direttore del Centro di Ricerca in Nutrizione Umana della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Dietetica del Policlinico A.Gemelli a Roma.

 

Premessa

 

Cibi che fanno bene e cibi che fanno male

Vorrei introdurre con un aneddoto riportato dalla dottoressa De Fazio nel suo libro “Mangiare bene per sconfiggere il male”.

Un collaboratore della dottoressa sottopone alcuni esami clinici di un conoscente, per avere un riscontro maggiore.

Visti i referti, la dottoressa chiede quanti anni potesse avere il soggetto che presentava dei valori clinici così sballati, da ultrasessantenne.

Il collaboratore le riferì che si trattava del figlio di conoscenti e che aveva solo 11 anni.

Dopo aver convocato d’urgenza i genitori e, dopo aver  parlato con loro, si fece un “quadro alimentare” del ragazzino.

Egli era arrivato a 11 anni nutrendosi quasi esclusivamente di snack, merendine e dolci e bibite gassate molto conosciute, rifiutando in toto il cibo naturale che via via gli veniva presentato.

Per non dovere continuamente discutere, i genitori non fecero che assecondare i capricci del figliolo, sino ad esporlo a tutta una serie di patologie che insorgono normalmente con la vecchiaia”

Questo esempio avvalora la tesi che il cibo quotidiano è la prima medicina, e alle volte anche l’unica, a cui dobbiamo veramente tener d’acconto.

Quello che dobbiamo tenere a mente è che la pubblicità è la peggior nemica della salute, intendo la pubblicità alimentare.

Chi ha una certa età, che affonda le radici negli anni 50/60, si ricorderà che i tipi di “merendine” che andavano per la maggiore erano poche, rispetto a quelle di oggi, le bibite gassate idem.

Ricordo uno snack che i nostri nonni ci facevano (non lo compravano) era il famoso “pane, burro e zucchero”, un alimento semplice e poco costoso, dato che quelli erano gli anni del dopoguerra e i soldi non abbondavano certo.

Mia nonna mi iniziò ad un alimento principe della “dieta mediterranea”: una fetta di pane casereccio tagliata a bruschetta, alcune fette di pomodoro condite con un pizzico di sale e un filo di olio extravergine di oliva.

E i pasti principali consistevano in un primo, normalmente a base di pasta, una fetta di carne di manzo o di vitello alla piastra e l’immancabile contorno di verdura.

Alla sera non mancava mai una minestra di passato di verdura.

Nonostante alcuni di questi cibi, alla luce dell’esperienza della dottoressa De Fazio, non fanno il bene dell’organismo.

Per illustrare il suo pensiero, che potrete trovare molto ben esposto nei suoi best seller, partirei dalla famosa “piramide alimentare”, ma che contiene alcuni cambi di priorità. 

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