VITAMINA A: Come arriva nel sangue


I primi segnali di carenza giungono da unghie, capelli e pelle, ovvero le parti del nostro corpo più esterne e meno protette. 

Dei disturbi alla vista, tipo l’emeralopia (cecità notturna) o disturbi più in generali, si è già parlato.

Questi segnali sono importanti ed evidenti, tocca a noi principalmente tenerli in dovuto conto, per evitare danni maggiori nel futuro.

Ma cosa sono e quali sono le azioni dei caroteni?

Essi sono essenzialmente dei pigmenti grassi dei quali, ad esempio i betacaroteni, agiscono come provitamine della vitamina A.

Quest’ultima è denominata Retinolo ed è presente nel fegato di merluzzo, oltre che naturalmente in altri alimenti quali burro, latte intero, formaggio e fegato animale.

In questi prodotti gli animali hanno già provveduto a trasformare i caroteni in vitamina A, in questo modo la vitamina arriva nell’organismo umano “già pronta”.

Ovviamente si può ricavare dalle fonti vegetali, ma è necessaria la metabolizzazione da parte dell’organismo umano, il quale riesce a convertire circa il 60% dei caroteni, espellendo il restante 40% con le feci.

Due ricercatori tedeschi, Wilhelm Stahl e Helmut Sies dell’Istitufo di Chimica Fisiologica di Duesseldorf, nel 1992 misero a punto un esperimento.

Dopo aver acquistato del succo di pomodoro, ne hanno condito una metà con l’1% di olio di mais e lo hanno agitato per circe un’ora (a freddo). L’altra metà di succo, sempre condito con l’1% di olio di mais, lo hanno fatto cuocere per un’ora a 100° mescolandolo continuamente.

Quindi hanno somministrato i preparati a due campioni di cavie umane.

Il risultato è stato che quei soggetti che hanno ricevuto il preparato cotto, hanno avuto un incremento del livello di lipocina nel sangue.

La lipocina è il secondo carotene, dopo i betacaroteni, nel nostro organismo.

In sintesi una volta che i caroteni vengono separati dall’insieme del cibo, vengono trasformati rapidamente in vitamina A grazie all’azione dei ali biliari e degli enzimi, oltre che degli ormoni tiroidei, zinco, ferro e vitamina E.

Le molecole ottenute da quest’azione di trasformazione, passano velocemente attrtaverso le pareti intestinali e, portate dal sangue o dai vasi linfatici, arrivano al fegato e nelle cellule dei tessuti adiposi.  Da queste “centrali” vengono poi smistate agli organi che ne necessitano.

La vitamina A, come le altre liposolubili D E e K, possono alla lunga creare un accumulo dannoso nel fegato, perciò occorre fare molta attenzione alla quantità che viene introdotta nell’organismo, soprattutto se veicolata da integratori di sintesi.

I caroteni di origine prettamente vegetale, possono essere consumati a volontà dato che sono espulsi dal corpo umano e al massimo possono provocare una colorazione giallastra della cute.

La vitamina A protegge in primo luogo le mucose e le parti esterne del nostro corpo, quali unghie, capelli e pelle.  Stimola la produzione di muco, che mantiene umide queste parti, le mucose devono sempre essere umide, nel caso di secchezza l’evoluzione sarebbe l’indurimento delle membrane (polmoni, stomaco, intestino, vescica).

In seguito a questo ispessimento organico, si presentano dolori di stomaco, difficoltà digestive, debolezza vescicale, incontinenza urinaria, infiammazione delle mucose vaginali e acne.

Anche i tumori possono avere “via libera” in mancanza della protezione dei caroteni.

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