VITAMINA A: ulteriori benefici


La crescita umana parte e si consolida da quello con cui, il neonato prima e l’adolescente poi, si nutre. L’organismo umano, almeno sino ai 18/20 anni, è in continua evoluzione e quello che “investiamo” nei nostri primi 20 anni lo “incasseremo” nel resto degli anni.

E’ ovvio affermare che il “giovane”, termine che raccoglie tutte le sottocategorie, deve assumere TUTTI i nutrienti n qualsiasi forma essi si presentino, quindi animali e vegetali.

La vitamina A, come abbiamo avuto modo di notare, si presenta in forma “completa” nei tessuti animali che hanno provveduto a fornirci il “prodotto finito”. I vegetali possono fornircela sotto forma di caroteni e provitamine, per cui sta al nostro organismo trasformare i “semilavorati” in “prodotto finito”, e per farlo occorre tempo.

Detto ciò, dobbiamo rimarcare il fatto che proprio durante i primi anni di sviluppo, al giovane non deve mai mancare questa vitamina (o provitamina).

Siti di ossificazione. Epifisi. Condrociti.

Nella crescita ossea la vitamina A svolge un delicato compito, quello di favorire il ricambio delle vecchie cellule con altre nuove e per farlo si utilizzano degli enzimi che sono direttamente controllati dalla vitamina A.

In carenza di questa vitamina, il processo di decomposizione delle cellule vecchie subisce un arresto e il bambino potrebbe presentare delle difficoltà in fase di crescita.

Ancora prima, subito dopo la nascita, il colostro, quel liquido prodotto dalle ghiandole mammarie, è particolarmente ricco di caroteni, che, agendo in sinergia con gli ormoni della crescita, danno il via al processo vero e proprio.

Di conseguenza è fondamentale che il giovane in fase di crescita, assuma sempre una corretta quantità di alimenti che contengono questi fattori, ovvero verdura di colore verde, giallo e rosso, magari forzandoli quando loro preferirebbero assumere hamburger e patatine fritte.

La vitamina A agisce anche sulle ossa e in special modo sui denti, rinforza le mascelle e permette di prevenire i difetti di masticazione.

Non si può dire che l’assunzione di vitamina A tenga lontano il dentista, ma sicuramente ne rallenta l’arrivo prematuro.

 

Come si misura l’apporto di vitamina A?

La vitamina A è universalmente definita in UI (Unità Internazionali) oppure anche in ER (Equivalenti di Retinolo). Queste definizioni sono forse un po’ fuori dalla nostra portata, siamo abituati a misurare le quantità in grammi o litri, per cui potrebbe essere difficile capire QUANTA vitamina A dobbiamo ingerire giornalmente.

Molto “spannometricamente” si potrebbe dire che il neonato (6/12 mesi) abbia bisogno di 2000 UI che, più o meno, potrebbero equivalere a 0,42 milligrammi circa.

Il bambino da 1 a 3 anni ne dovrebbe assumere circa 2300 UI e via crescendo sino all’adolescenza dove le UI sono pari a 4000.

Gli adulti particolarmente attivi ne dovrebbero assumere dai 6000 agli 8000 UI e le gestanti e le nutrici oltre gli 8000 UI

 

Dove possiamo trovare la vitamina A e in quale misura?

Il fegato di vitello è il migliore veicolo per la vitamina, esso ne contiene circa 26000 UI per 100 grammi di prodotto edibile.

Subito a ruota abbiamo (giustamente) le carote con 9500 Ui, poi gli spinaci, la zucca, la papaya (ma vale solo per quelli che vivono nelle zone di coltivazione, quelle a KM zero), il cavolo verde i broccoli, il melone, il pomodoro e via dicendo, partendo da 8000 UI per scendere alla pesca che ne contiene solo 450.

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