VITAMINA C BIOFLAVONOIDI e Trombosi


Seguendo l’analisi del dottor Robbins, i bioflavonoidi posseggono delle qualità antiadesive che rallentano considerevolmente la crescita di un coagulo patologico e si nota che l’azione di eparina e nobiletina sia sinergica ad essi.
Lo scienziato afferma che “questi elementi antiadesivi non sono importanti solo nel caso di trombosi ed embolie nei grandi vasi sanguigni, ma possono anche venire utili in caso di malattie e traumi nei quali un’aggregazione di cellule sanguigne interferisce con la microcircolazione”.
Egli aggiunge che un altro vantaggio dei bioflavonoidi è il fatto che sono innocui e non interferiscono con la capacità di coagulazione del sangue, quando è opportuna per la rimarginazione di una ferita.
In uno studio pubblicato dal Journal of Vitamin and Nutrition Research del 1973, il dottor Robbins descrive in modo dettagliato la capacità dei bioflavonoidi di ridurre la coagulazione anormale del sangue, di combattere la formazione di quelle piccole aggregazioni di coaguli nella microcircolazione sanguigna che possono portare alla lunga a effetti più pericolosi come appunto trombosi ed embolie.atherosklerose_u_gr_2
“I bioflavonoidi sono importanti in un regime dietetico, le persone che ne assumono con regolarità sono meno esposte a danni derivati dalle anormali aggregazioni ed aderenze nel sangue”
Cuore-stancoNello stesso articolo il dottor Robbins, nell’approfondire il tema delle trombosi indotte sperimentalmente, punta il dito sul fatto che queste patologie (trombosi, embolie e problemi cardiovascolari) stanno diventando (è il 1973!) sempre più comuni nei Paesi Occidentali.
Il lavoro svolto dal dottor Robbins indica che i bioflavonoidi, oltre ad alleviare il disagio delle vene varicose, riducono e spesso annullano il rischio di una trombosi in queste vene.
Egli dimostra che i bioflavonoidi, oltre a restituire resistenza alle pareti, non causano ispessimento del sangue, in effetti il loro ruolo è di aiutare a normalizzare il flusso sanguigno nei capillari e nelle vene, contrastando l’effetto unidimensionale dei medicinali.
Ma dove si possono trovare questi composti flavonoidi?
Nobiletina e TangeretinaIl dottor Robbins, nelle sue ricerche, ha scoperto che quelli più attivi si trovano nella scorza e nella parte polposa degli agrumi. La tangeretina, la nobiletina e la sinensetina sono fra i componenti più attivi e si possono trovare nella parte bianca di arance, limoni e altri agrumi fra i quali il mandarino che, seppur non possegga polpa bianca, contiene questi flavonoidi nel succo. arance
Pensare di assumere bioflavonoidi solo bevendo succhi, anche quelli che “dicono” di contenere 100% di agrumi, è velleitario.
A prescindere dal fatto che assumere prodotti derivati dalla trasformazione industriale non serve, se vogliamo arricchire la nostra dieta con vitamine, nel caso dei bioflavonoidi saremo completamente fuori strada.
Essi, per loro natura, conferiscono al succo un gusto molto particolare, un po’ stantio, e questo fattore deve essere eliminato in fase di trasformazione industriale, leggermente più efficace potrebbe essere la spremuta dei frutti freschi, ma resta il fatto che i flavonoidi sono contenuti proprio in quella parte del frutto normalmente scartata.
meloneUvaRicordiamo che la combinazione ottimale è l’azione sinergica fra vitamina C e bioflavonoidi e che entrambi sono contenuti negli agrumi per cui, come dicevano e facevano i nostri antichi progenitori, cibarsi spesso con gli agrumi non può che far bene al nostro organismo.
Oltre agli agrumi, ricordiamo altri frutti che contengono bioflavonoidi: Pepe Verde, Papaya, Albicocche, Uva, Broccoli, Ciliegie, Pomodori e Melone.
Possiamo notare che non è necessario ricercare gli agrumi anche fuori stagione, ma in ogni periodo dell’anno ci sono alimenti che garantiscono l’assunzione di bioflavonoidi nella nostra dieta.papaya1_600x450pepe_verde_liofilizzato

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