VITAMINA C e BIOFLAVONOIDI


Fu nei lontani anni “30 che lo scienziato ungherese Albert Szent-Gyorgy, studiando la vitamina C, si imbattè nei bioflavonoidi. 1954_basic_szentgyorgyi
Flavonoid_structureChe cosa sono?
Sono sostanze vivacemente colorate che appaiono nei frutti insieme alla vitamina C.
Di volta in volta sono stati chiamati vitamina C2, vitamina P, flavoni, flavonoli, flavononi, ecc.
La vitamina P, la cui struttura organica come vitamina è oggetto di discussione da parte di alcuni medici, è una sostanza contenuta nei cibi insieme alla vitamina C.
In realtà può essere intesa come un vero e proprio complesso vitaminico, è composta da citrina, esperidina, rutina, flavoni e flavonoidi. È necessaria per un buon assorbimento della vitamina C, il colore giallo e arancione, proprio degli agrumi, è proprio dovuto alla presenza dei flavonoidi.
È denominata vitamina P, dove P sta per Permeabilità dei capillari, la sua funzione principale è quella di aumentare la resistenza dei capillari e nel regolarne la permeabilità.
La sinergia delle due vitamine può essere solo naturale, ovvero proveniente direttamente dai cibi; è superfluo dire che la vitamina C sintetica è completamente sprovvista del supporto dei bioflavonoidi.
I ricercatori hanno scoperto che a volte l’azione della sola vitamina C è inefficace, mentre quando agisce di concerto con la vitamina P, produce effetti incredibili.
Biologicamente attive, si trovano in abbondanza in natura, soprattutto nella polpa bianca degli agrumi.
Il dottor Szent-Gyorgy osservò durante i suoi primi esperimenti che i bioflavonoidi (da lui denominati vitamina P) hanno un importante funzione nel rafforzare i vasi sanguigni più sottili, i capillari appunto. capillari
Per avere isolato e cristallizzato la vitamina C, al dottor Szent-Gyorgy fu assegnato nel 1937 il premio Nobel per la medicina. Negli anni seguenti, sia la vitamina C che la vitamina P figurarono in migliaia di studi condotti su uomini e animali in tutto il mondo.
I medici prescrissero i bioflavonoidi, di solito accompagnati da vitamina C, per decine di disturbi che si pensava fossero in relazione con una disfunzione dei capillari (aborto abituale, minaccia d’aborto, emorragie post-parto, epistassi, disturbi cutanei, retinopatia diabetica, gengiviti, mestruazioni troppo abbondanti, emorroidi, ecc.)
Ciò nonostante, gli scienziati americani avanzarono dubbi sul fatto che i bioflavonoidi si potessero classificare come vitamine. Erano veramente necessari alla salute umana? Si trattava di una sostanza normalmente implicata nel metabolismo umano? Oppure possedevano semplicemente alcune proprietà farmacologiche utili?
Ma questa svalutazione di un’importante sostanza nutritiva non fu che il principio: verso la fine degli anni “60 la Food and Drug Administration aveva deciso che non solo i bioflavonoidi non erano una vitamina, mas che non avevano addirittura alcun valore nutritivo.

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