VITAMINA C e cancro alla vescica


 

 

Nel 1972 il governo fedrale statunitense avviò un massiccio programma per la prevenzione di uno dei tumori più devastanti: quello alla vescica. vescica-maschile-femminile

Il cancro alla vescica colpisce più frequentemente gli individui fra i 50 e i 70 anni, soprattutto maschili. e ha un’incidenza di mortalità altissima.

Ciò che rende questa malattia così pericolosa, è l’insuccesso di ogni tentativo di cura. Secondo le statistiche dall’American Cancer Institute, il 42% delle persone colpite dal tumore alla vescica, muore nel giro di 5 anni.

UniversityTulaneGià nel 1968, il dottor J.U.Schlegel di Tulane affermava che la vitamina C può prevenire la formazione dei tumori alla vescica. La chiave della prevenzione, notava il dott. Schlegel, consiste nel fornire tali quantitativi di questa vitamina idrosolubile, che la sua eccedenza si riversi nell’urina e venga convogliata alla vescica.

La vitamina C nella vescica, definita dal dottor Schlegel “una fogna d’ingredienti attivi” impedisce, a quanto sembra, la formazione dei composti cancerogeni.

Il dottor Schlegel, con tre colleghi del Dipartimento di Chirurgia dell’Università di Tulane, appurò che quando la vitamina C veniva aggiunta all’acqua da bere delle cavie da laboratorio, gli animali resistevano al cancro alla vescica perfino quando veniva inoculato loro acido 3-idrossiantranilico (3-HOA), un provato cancerogeno della vescica.

Ne dedussero che l’effetto antiossidante della vitamina C impedisce all’HOA di ossidarsi formando sottoprodotti tossici.

In seguito ai loro studi sperimentali, i ricercatori raccomandarono una dose giornaliera di 1500 mg di vitamina Ccome possibile misura preventiva contro la formazione e riformazione di tumori alla vescica in soggetti di sesso maschile”.

Aggiunsero che “la somministrazione di 500 mg di ascorbato (vitamina C) tre volte al giorno, non dovrebbe avere conseguenze nocive“.

boccale-di-birraBevande alcoliche, analcoliche e caffè sono stati tutti incriminati come cause di cancro alla vescica negli esperimenti a cui sono state sottoposte le cavie da laboratorio.

Chi assume alcool è più esposto al tumore alla vescica” sostiene la dottoressa Meera Jain dell’Università di Toronto. In un’intervista sulle sue scoperte, affermò che insieme al collega Robert W. Morgan aveva studiato 233 malati di cancro alla vescica e un numero equivalente di soggetti sani di controllo, prima di scoprire il fattore di rischio. bevandeanalcoliche

Ancora più sorprendente, sempre secondo la Jain, fu la scoperta di un analogo fattore di rischio di cancro alla vescica nei consumatori di bevande a base di cola: “non conosciamo con certezza la causa che lo scatena. Potrebbe essere una muffa (anatossina) che ha contaminato le noci di cola, un ingrediente primario nelle bevande, o forse si tratta del contenuto di caffeina di queste bevande

La Jain ha anche osservato che coloro che consumano forti quantitativi di alcool o cola aumentano il rischio di tumore alla vescica, se fumano. Ciò conferma precedenti affermazioni, da parte del National Cancer Institute e altri, secondo le quali esiste una stretta associazione tra il cancro alla vescica e il fumo, che dilapida rapidamente le riserve di vitamina C.

harvard-school-of-public-healthUn altro pezzo del puzzle del tumore alla vescica, fu aggiunto dal dottor Philip Cole, della Harvard School of Public Health di Boston.

Dopo aver intervistato 468 ammalati del Massachussets Occidentale, Cole annunciò che “una scoperta non prevista è l’associazione di questa malattia con il consumo di caffè….. chi beve meno di una tazza di caffè al giorno (american coffee) presenta meno rischi di cancro alla vescica di qualsiasi altra categoriatazza-di-caffe

Il dottor Cole (Lancet 26 giugno 1971) conclude che circa un quarto dei casi di cancro alla vescica negli uomini e la metà nelle donne, possono essere causati dal consumo di caffè.

La sua ipotesi è che la caseina (un ben noto mutageno) o sostanze dolcificanti artificiali come la saccarina, possono esserne responsabili.

Non appare, dunque, una semplice coincidenza il fatto che, pur essendo sempre il caffè la bevanda più popolare, è aumentato anche il consumo di varie bevande associate al cancro alla vescica.

Secondo un articolo del New York Times (28 luglio 1973) l’Americano medio era passato da un consumo pro capite di 77 litri di analcolici nel 1962 a 140 litri nel 1972.vino (1)

softdrinksIl fatturato delle bevande a base di cola rappresentava il 63% di tutto il fatturato delle bibite gassate.

Durante lo stesso decennio le vendite di birra sono aumentate di quasi il 50% e quelle di vino sono quasi raddoppiate.

È noto, per esempio, che l’indice di mortalità per tumore alla vescica è più alto in quegli stati dove il consumo di birra pro capite è più elevato. (Journal of the National Cancer Institute, settembre 1974)

Una persona che testimoniò l’efficacia della vitamina C come prevenzione per questo tipo di patologie, fu il dottor Lyle A. Baker docente di veterinaria alla Cornell University.

NationalCancerInstituteMio padre si ammalò di cancro alla vescica circa due anni e mezzo fa. L’urologo che lo operò, avendo operato centinaia di pazienti, disse che non ne aveva mai visto uno che non fosse un fumatore. In altre parole, il cancro alla vescica colpiva solo i fumatori e mio padre fumava due o tre pacchetti al giorno. Circa nello stesso periodo, lessi una relazione dell’Università di Tulane, nella quale si affermava che dosi megavitaminiche di vitamina C potevano prevenire il riformarsi del tumore alla vescica, perciò non feci altro che mettere mio padre a circa 2000 mg al giorno di vitamina C. E’ andato avanti bene per due anni e mezzo, senza ricadute. Non posso affermare che sia stato questo a giovargli. Ma ancora una volta: a cosa vanno incontro i fumatori e qual è il loro fabbisogno di vitamine? Direi che chiunque abbia l’abitudine di fumare dovrebbe assumere vitamina C” (New Dynamics of preventive Medicine, Intercontinental Medic Book Corp. New York 1974).

fumo-passivo-e-attivoUno degli effetti protettivi della vitamina C contro gli effetti nocivi del fumo è stato reso noto di recente da quattro ricercatori dello Stobhill General Hospital di Glasgow in Scozia. Stobhill Hospital 01N.Krasner e alcuni suoi collaboratori misurarono il tempo occorrente alla scomparsa del tasso di alcool nel sangue di volontari sani prima e dopo l’assunzione di 1 grammo di vitamina C al giorno per due settimane. Constatarono che quanta più vitamina C era presente nell’organismo, tanto più velocemente l’alcool veniva eliminato e distrutto dalla deidrogenasi alcolica, un enzima epatico (Lancet, 21 settembre 1974)

Le vitamine C, B1 e la cisteina (un amminoacido contenente zolfo) proteggono i ratti contro gli effetti tossici dell’acetaldeide, prodotta in primo luogo quando il corpo metabolizza l’alcool, secondo una relazione del dottor Herbert Sprince del Jefferson Medical College di Filadelfia. L’acetaldeide si trova anche nel fumo di tabacco.

jeffersonMedicalAfferma il dottor Sprince: “Io non voglio sottoscrivere ufficialmente …. che sia sufficiente prendere della vitamina C per poter continuare a fumare e bere a volontà, senza risentire alcun danno. Questo non lo farò mai, ma in generale penso che il pubblico debba esserne informato, anche se le ricerche sono state condotte sui ratti. Si è molto propensi a ritenere che ciò possa essere di giovamento nella terapia umana.

Ovviamente gli scienziati non possiedono ancora tutte le risposte relative al modo in cui le tossine che ingeriamo possano provocare il cancro alla vescica, ma fintanto ché alcool, bibite analcoliche e fumo rimarranno un fatto quotidiano nella vita di milioni di persone, il consiglio di molti medici, tra cui Sprince e Schlegel, di aumentare considerevolmente il nostro consumo di vitamina C, appare molto ragionevole.

 

 

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