VITAMINA C e FARMACI


 

In questo appunto non voglio inimicarmi la categoria dei farmacisti o dei medici, che svolgono con competenza il loro lavoro, ma sottolineare il fatto che il farmaco non è acqua fresca che si può tranquillamente assumere, il principio attivo contenuto nel medicinale è in grado di guarire una patologia, ma spesso presenta degli effetti collaterali non da poco.
Prendiamo ad esempio una categoria di farmaci: i corticosteroidi dei quali il più famoso è il Bentelan.  corticosteroidi_fig_vol1_002620_001
Questi prodotti svolgono un’azione efficace contro una vasta gamma di malattie diffuse come le febbri reumatiche o l’asma asma_82581, le allergie e la miastenia.  corticosteroidiPurtroppo gli effetti collaterali che si presentano possono essere un aumento della vulnerabilità alle infezioni, ipertensione, edema, iperglicemia, disturbi mentali, congestioni cardiache e altro.
La vitamina C, presa insieme a questi farmaci, può inibire almeno in parte questi effetti collaterali.
Uno studio condotto da Jane Henkel Chretien del Georgetown University Hospital, prevede l’utilizzo di vitamina C per correggere i difetti causati dai corticosteroidi nel sistema di difese immunitarie dei pazienti. cortisonici1
La somministrazione per via orale di 2 grammi di vitamina C nell’arco di 12 ore riduce completamente il blocco dei sistemi di difesa contro le infezioni. Conclude la Chretien “la correzione dei difetti metabolici intracellulari indotti dagli steroidi suggerisce l’uso di acido ascorbico nei pazienti trattati con queste sostanze per lunghi periodi”
Un’altra ricerca, curata da Vincent G. Zannoni e Paul H. Sato della New York University School of Medicine dimostra che la vitamina C può prevenire la tossicità dei farmaci accelerandone il metabolismo, in modo che non si accumulino eccessivamente nel sangue.
La vitamina C riduce gli effetti collaterali della l-dopa usata nel trattamento del morbo di Parkinson, secondo quanto scrive il dottor William Sacks del centro ricerche di Rockland State Hospital di Orangeburg (New York) in una lettera a Lancet (10 marzo 1975): “l’azione è così notevole che un uomo di 62 anni, costretto a sospendere il trattamento a causa di un’intollerabile nausea e salivazione, aveva potuto riprendere la terapia con l-dopa a dosi ridotte”… “in capo a quattro settimane dall’inizio della somministrazione di acido ascorbico, la capacità di muovere la testa era aumentata; anche la salivazione era diminuita, ed erano migliorate considerevolmente la favella e la scrittura a mano. Ricominciò a suonare l’organo, cosa che non aveva potuto più fare da alcuni anni” riferisce il dottor Sacks. eczema-nummulare-crema
Per controllare ulteriormente i risultati, il dottor Sacks alternò l’acido ascorbico con un placebo in un nuovo esperimento a doppio cieco.
Gli effetti collaterali ritornarono col placebo, e scomparvero nuovamente con la vitamina C.

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