Vitamina C: impossibile farne a meno


Che cos’è la VITAMINA C, più comunemente chiamata ACIDO ASCORBICO?

StrutturaChimica_acidoascorbico

Diverse sono le opinioni in merito a questo elemento chimico che, come possiamo notare, è una combinazione dei 3 elementi fondamentali della chimica, nonché quelli più conosciuti:

OSSIGENO-IDROGENO-CARBONIO

Praticamente tutta la chimica si basa sulla combinazione di questi 3 elementi , sia fra loro sia con altri.

Nell’industria dei cibi confezionati l’Acido Ascorbico è usato per la conservazione degli stessi per le sue qualità anti-ossidanti, ma cosa significa “ossidazione”?

Definizione di OSSIDAZIONE:

In chimica, si dice che un elemento chimico subisce ossidazione quando subisce una sottrazione di elettroni, che si traduce nell’aumento del suo numero di ossidazione.”

Quindi lo stato di ossidazione è una mutazione chimica, ovvero un processo che modifica la struttura di una materia.

I cibi subiscono un’ossidazione quando vengono a contatto con l’ossigeno, pertanto il sistema più efficace per preservare tutte le qualità organo-lettiche è quello di sottrarre tutta l’aria che li avvolge con un “sottovuoto”.

Tale processo non è applicabile a tutti i cibi, quindi nei secoli l’uomo ha utilizzato vari sistemi che consentissero di consumarli anche distanza di tempo, dal sale all’affumicazione, alla combinazione con altri elementi chimici , fra i quali appunto l’Acido Ascorbico.

Conseguentemente , se è possibile rallentare il degrado degli alimenti tramite questo elemento chimico, possiamo parimenti rallentare il degrado del corpo umano?

In parole povere e sintetiche: possiamo allungare la vita?

Non vogliamo spingerci a trattare di un argomento così impegnativo, ma è nostro intendimento sponsorizzare l’uso quotidiano di questo fenomenale elemento messo a disposizione dalla Natura.

Molte persone sono a conoscenza del fatto che praticamente tutti gli animali possono sintetizzare l’Acido Ascorbico ( o VITAMINA C) tranne una specie: l’Uomo.

Perché proprio noi non possiamo crearlo in natura e dobbiamo acquisirlo dalla nutrizione?

Un’ipotesi fatta è quella di un “incidente genetico”, ovvero all’abitudine umana di cibarsi di frutta e verdura fresca, in cui la Vitamina C è naturalmente presente, inibendo di fatto la produzione della stessa da parte dei nostri organi interni.

Questo a lungo andare ci ha privato di una facoltà innata , obbligandoci ad acquisire la vitamina C tramite i nutrienti esterni.

Ovviamente questa è solo una delle tante ipotesi che circolano, ma il dato di fatto conclusivo è che dobbiamo assumere cibi che contengono vitamina C per completare i processi vitali.

Vediamo quindi quali sono le qualità di questa portentosa “vitamina”.

Spesso la pubblicità, specialmente invernale, ci porta a pensare che questo elemento chimico serva a non prendere il raffreddore, a combattere l’influenza, a modificare il nostro stato di salute in modo istantaneo.

Quante volte abbiamo assistito a spot pubblicitari dove il marito nel letto , con la borsa del ghiaccio in testa e il termometro in bocca, viene curato dalla giovane moglie con una compressa di vitamina C? E dopo poche ore il medesimo soggetto salta e balla in una discoteca come se nulla fosse?

Ebbene , la vitamina C aiuta sicuramente negli stati debilitanti, ma occorre pensarci qualche giorno o anche qualche mese prima, perché l’acido ascorbico ha la qualità fondamentale di aiutare e fortificare le nostre naturali difese immunitarie, anche se a onor del vero , parecchi casi clinici sono stati positivamente risolti da introduzioni massicce (megadosaggi) di vitamina C.

Non per sottovalutarne i risultati, dobbiamo però andare a vedere quali sono i campi in cui la vitamina C gioca le sue partite più importanti.

Abbiamo visto che aiuta le difese immunitarie, emblematico è il caso della malattia principe contro cui la vitamina C dà il meglio: lo SCORBUTO.

Tutti conosciamo le storie degli equipaggi marinari sottoposti a mesi di viaggio senza potersi nutrire di frutta e verdura fresca, ma solo con cibi facilmente conservabili sotto sale o , come accennato precedentemente, essiccati e affumicati.

Se solo avessero utilizzato l’acido ascorbico per la conservazione, forse non ci saremmo mai imbattuti nelle altre poliedriche qualità della vitamina C!

Certo lo scorbuto è un esempio perfetto che evidenzia i fattori curativi della vitamina C, ma esistono molteplici casi in cui essa è di fondamentale ausilio al nostro corpo.

 

COLLAGENE.

Il collagene, tessuto connettivo molto importante per la crescita e la riparazione delle cellule dei tessuti, delle gengive e dei capillari, ma sicuramente ben conosciuto dalle donne che conoscono gli effetti dovuti dalla sua carenza: le RUGHE.

Definizione : “Il collagene (o collageno) è la principale proteina del tessuto connettivo negli animali. È la proteina più abbondante nei mammiferi (circa il 25% della massa proteica totale), rappresentando nell’uomo circa il 6% del peso corporeo.”

Altro sintomo di vecchiaia è proprio la diminuzione del collagene, ma se il sillogismo è verificato ovvero se la vitamina C favorisce la produzione del collagene e il collagene mantiene tonico ed elastico il corpo, mantenendoci “giovani”, ergo la vitamina C ci mantiene “giovani”.

Seppure un po’ stiracchiato il concetto è piuttosto chiaro, con una buona dose di vitamina C possiamo mantenerci giovani.

Quant’è la dose?

Qui entriamo in un campo che è soggetto a tante opinioni, ci sono i partigiani della vitamina C, come il premio Nobel Linus Pauling, e i detrattori della stessa.

Tutte le opinioni restano comunque solo “opinioni

Non ci sono conferme assolute che l’uso dell’acido ascorbico in dosi massicce prevenga i malanni come altresì non ci sono conferme assolute che sia sufficiente l’utilizzo in base alle tabelle LARN ed RDA per garantire una salute perfetta.

Le tabelle non sono altro che modelli matematici e statistici, fatti su misura per una percentuale quanto più larga di popolazione, ma non dobbiamo mai dimenticare che l’essere umano è unico e che una percentuale che soddisfa anche il 90% della popolazione non soddisfa certamente il 100%.

 

E TU DI QUALE PERCENTUALE FAI PARTE?

 

A prescindere da questa domanda “estremamente personale” alla quale ognuno deve darsi la sua risposta, andiamo a vedere in quali altri casi la vitamina C aiuta il nostro organismo.

È opinione diffusa che questa molecola prevenga anche la formazione dei tumori.

Di per sé sembrerebbe un’affermazione piuttosto pesante, meritevole di critiche, ma se ritorniamo all’assunto principale, ovvero che l’acido ascorbico sia un fattore antiossidante, ecco che la definizione di antitumore non sembra più tanto fuori tema.

Il tumore, è scientificamente assodato, è una degenerazione cellulare, una modificazione che porta ad altre conseguenze, quindi se la vitamina C aiuta le difese immunitarie è ovvio che possa combattere la formazione dei tumori.

Allo stesso modo favorisce la difesa contro batteri e virus, aiuta l’assimilazione di calcio e ferro, con tutte le conseguenze che ne derivano per ossa, denti e circolazione sanguigna.

Come abbiamo già visto favorisce la produzione del collagene , consentendoci una vita attiva e infine la vitamina C è chiamata la “vitamina del buonumore” e non potrebbe essere altrimenti visto che ci aiuta a vivere in buona salute.

 

DOVE SI TROVA QUESTO FENOMENALE ELEMENTO?

 

La pubblicità, sempre lei, ci fa credere che negli agrumi si può trovare la quantità ottimale di vitamina C.

NON E’ VERO!

Gli agrumi contengono una discreta quantità di acido ascorbico, ma si tratta di una minima quantità rispetto ad altri cibi.

L’arancia, simbolo universale insieme al limone della vitamina C, contiene 50 mg per ogni 100 grammi di prodotto, ovvero il 5%.

Il peperoncino ne contiene 229 mg per ogni 100 grammi , ovvero il 23%, oltre 4 volte di più! peperoncino

Si potrà obbiettare che 100 grammi di arance tutti le possiamo consumare, ma 100 grammi di peperoncino piccante solo pochi “intimi” lo possono fare.

Allora prendiamo per esempio il ribes, che contiene 200 mg per 100 gr, è il 20%; oppure i peperoni che raggiungono 166 mg, o il cavoletto di Bruxelles che ne contiene 81 mg.

Se vogliamo restare fra la frutta, spicca il KIWI che contiene 85 mg per ogni 100gr

 

Test

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DI QUANTA VITAMINA C ABBIAMO BISOGNO?

 

Secondo le tabelle nutrizionali LARN (Livelli Assunzione di Riferimento di Nutrienti) o RDA (Recommended Daily Allowance) il fabbisogno giornaliero di vitamina C è di 60/80  mg per arrivare sino a 120 mg al giorno in caso di gravidanza o allattamento.

Quindi basta un’arancio al giorno?

I livelli tabellati, come detto in precedenza, sono un livello minimo per evitare l’insorgere di complicazioni, ma aumentando la dose e trattandosi di una vitamina idrosolubile, si può solo migliorare lo stato di salute.

Vorrei puntualizzare che spesso il concetto di “vitamina” è travisato da chi , erroneamente, lo equipara ad un medicinale.

Concettualmente la vitamina è un elemento che avvia i processi metabolici organici, possiamo pensarla come una “scintilla” che fa partire il motore dell’automobile.

Non è benzina, non è olio, non è liquido refrigerante, cose che si possono toccare, controllare e rinnovare, ma si tratta di una “cosa quasi invisibile” la cui mancanza impedisce all’auto il movimento.

Un altro luogo comune che vorrei sfatare è quello del “sovradosaggio”.

Le vitamine, al contrario dei minerali, difficilmente possono creare disturbi in casi di assunzione oltre i limiti per il semplice fatto che questi limiti sono solo sulla carta.

È pur vero che alcune di esse (Retinolo, Vitamina E, liposolubili ovvero che si sciolgono con i grassi) possono alla lunga creare degli effetti collaterali, ma si parla in ogni caso di dosi massicce e per di più se si tratta di prodotti di sintesi.

Nessuno è mai stato male per aver ingerito troppe carote e mirtilli o noci e mandorle, se non per un’indigestione.

Come abbiamo visto vi sono frutti e verdure particolarmente ricchi di vitamina C che, se assunti giornalmente, ne garantiscono l’acquisizione ottimale, ma quanti di noi possono dire di alimentarsi nelle giuste dosi di questi cibi?

 

“Una giornata di Ivan Denisovic”

 

Questo è il titolo del romanzo di Solgenitzyn , dove il grande scrittore dissidente russo descriveva una giornata in un gulag staliniano.

Cosa c’entra con le vitamine?

Forse nulla, ma il titolo è un cappello perfetto sulle giornate di noi stakanovisti lavorativi.

Mattino: colazione frugale, magari solo un caffèlatte o forse nemmeno quello.

Nella mattinata un susseguirsi di altri caffè , magari aperitivi , bibite gassate e zuccherate.

Pranzo: si va dal panino al pranzo veloce in un fast food o bar o tavola calda, i più fortunati , quelli che dispongono di un lasso di tempo maggiore e hanno a disposizione locali appropriati, possono permettersi il “tris”, il piatto composto da pasta, secondo e contorno.

Cena: tralascio il dopo pranzo che magari è accompagnato da altri caffè e concluso con un happy hour, come dicevo “cena” che, trattandosi del pasto in cui si è più rilassati, in famiglia, dedichiamo decisamente più spazio a cibi fantasiosi e , alle volte, calorici.

Eppure le regole alimentari sono abbastanza chiare:

colazione: pasto più importante della giornata, dal quale dobbiamo assorbire le calorie più importanti, visto che siamo a digiuno da almeno 8/10 ore per cui il nostro “serbatoio è scarico”.

È un dato di fatto incontrovertibile che durante la mattinata si renda necessaria una pausa con uno snack leggero, magari una frutta, e che a pranzo occorra comunque mettere sul desco proteine, carboidrati e grassi.

Infine alla sera è buona cosa un pasto leggero, dato che a breve si andrà a dormire, per cui quelle calorie che ingeriamo in più del necessario si trasformeranno inesorabilmente in grassi.

Detto questo riformulo la domanda: “quanti di noi rispettano il ciclo nutrizionale in modo corretto?”

È chiaro che sono molto rare le persone che possono dire di farlo, pensionati e nullafacenti sicuramente si, ma gli altri?

Tutti sono sicuramente a conoscenza che le anomalie nutrizionali non causano danni immediati, ma questi  “verranno al pettine” solo ad una certa età, quando diventerà difficile , se non impossibile, porvi dei rimedi se non utilizzando la farmacopea e mettendo delle toppe creando altri buchi.

Assodata questa situazione , la natura ci fornisce dei validi aiuti sotto forma di integrazione.

Pensiamo un attimo ai vecchi film di fantascienza quando gli astronauti, che non potevano caricare le loro navi spaziali di cibi , al pari dei marinai dei secoli scorsi, dovevano sintetizzare i nutrienti in “pillole”.

La parola “pillola” si associa inevitabilmente nell’inconscio umano , alla parola “medicina”, con tutti i pro , ma soprattutto i contro, del caso.

E qui dobbiamo aprire la parentesi più importante: le vitamine possono essere naturali o sintetiche, ovvero una creazione chimica del principio attivo naturale.

Prendiamo come esempio il caso della vitamina C.

Come abbiamo visto negli esempi citati , il peperoncino rosso piccante contiene il 23% di vitamina in 100 gr di prodotto edibile.

 

 

Una Ciliegia veramente speciale

 

In natura esiste un frutto, la ciliegia Acerola, che contiene sino a 50 volte la vitamina C contenuta nell’arancia, quindi si tratta di un enorme quantitativo di acido ascorbico.

Sino a pochi anni fa ben pochi erano a conoscenza dell’esistenza di questo frutto tropicale.

Ora la sua esistenza, e soprattutto le sue proprietà, sono ben conosciute, ma dove cresce questo formidabile frutto e come possiamo assimilare le sue peculiarità?

malpighia_glabra_acerola

La ciliegia Acerola, o Malpighia glabra, è una pianta che cresce spontanea in America centrale e meridionale, soprattutto in Brasile e in Porto Rico.

Il frutto acerola è il più ricco di vitamina C; contiene inoltre vitamina B6, B1 e A, flavonoidi e minerali (ferro, calcio, fosforo, potassio e magnesio).

Ovviamente è problematico, per chi non vive nei Paesi ove cresce questo frutto, riuscire ad acquisirne le proprietà, che fare allora?

 

Nutrilite™ possiede vaste coltivazioni di ciliegia Acerola in Brasile, a Ubajara.

Grazie alle tecniche di coltivazione al 100% naturali e alla immediata trasformazione del frutto maturo, anche noi possiamo avere una percentuale ottimale di vitamina C senza doverci recare ai tropici.

 

 

 

 

 

 

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