VITAMINA C Nona Parte


ANZIANI E VITAMINA C

Il livello di vitamina C nel sangue decresce con l’avanzare dell’età. anziani_felici
La questione non riguarda l’alimentazione e il fatto che se ne consumi di meno, ma il fatto è che questa vitamina non viene più metabolizzata come in gioventù.
I medici del Medical Research Council di Cardiff, il dottore Michael L. Burr e i suoi colleghi, esposero la loro tesi sull’American Journal of Clinical Nutrition nel febbraio del 1974.
In breve essi sostenevano che, nonostante le persone “attempate” consumassero più vitamina C nella loro dieta, essi avevano in circolazione nel loro organismo una quantità inferiore a individui più giovani, controllati entrambi negli esperimenti nei quali veniva somministrata loro la medesima quantità.
Il significato di tali accertamenti è ancora oggetto di approfondimento, un’ipotesi potrebbe essere quella che le persone anziane abbiano meno necessità di vitamina C, ma d’altro canto potrebbe essere vero anche l’inverso, cioè che abbiano necessità di più vitamina, perché quella che assumono non è usata con efficacia.
Vi sono buoni motivi, peraltro, per ritenere che gli anziani debbano assumere dosi più elevate di vitamina C e che rialzare i livelli di questa sostanza non può che essere d’ausilio per mantenere il vigore giovanile anche nella terza età.
Secondo un medico belga, il dottor H. LeCompte, essendo l’invecchiamento un processo di lenta ossidazione dei tessuti corporei, e che la vitamina C sia l’antiossidante per antonomasia, un aumento della quantità assunta nella dieta possa invertire o almeno rallentare tale processo.
anziano-eserciziIl dottor LeCompte citò il caso a cui ebbe modo di assistere personalmente, suo suocero all’età di 67 anni, sembrava un “vecchio decrepito”. Dopo un anno di assunzione giornaliera di alcuni grammi di vitamina C, egli poté iniziare una carriera giornalistica. All’età di 82 anni, sempre lavorando in quell’ambito, accettò anche di fare delle traduzioni per arrotondare i guadagni e si mise a studiare il russo, per non rimanere inattivo.
Il dottor George V. Mann, studiando alcuni soggetti diabetici, si accorse che alcuni disturbi che caratterizzano questa malattia, insorgono anche nelle persone normali che avanzano di età.
I diabetici, afferma il dottor Mann, necessitano di insulina per poter metabolizzare carboidrati e zuccheri, ma anche le persone normali possono soffrire di intolleranza verso di essi.
insulina-umana-24404257I diabetici, inoltre, spesso soffrono di cataratta e il dottore verificò che il 65% delle persone dai 50 ai 60 anni possono incorrere nel medesimo disturbo.
Anche i problemi circolatori sono comuni a entrambe le categorie.
La connessione fra questi dati di fatto e il bisogno di vitamina C, è che gli “esseri umani”, e forse anche altre specie che abbisognano di tale vitamina, utilizzano l’insulina per il trasporto della medesima nelle cellule di alcuni tessuti.
Un indebolimento della funzione dell’insulina, sia per la sua assenza può cagionare un trasporto difettoso della vitamina C.
Il dottor Mann ha segnalato che esistono alcuni tessuti “sensibili all’insulina” che tendono a sviluppare una specie di “scorbuto locale” con difettosa formazione del collageno.
Nel sistema circolatorio, ciò può causare anomalie nei vasi sanguigni.
Nell’occhio può essere una tendenza all’opacità precoce del cristallino, la cataratta.
In sintesi, il dottor Mann ha affermato che una sinergia fra la vitamina C e l’insulina può rallentare decisamente questi fenomeni.

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