VITAMINA C Ottava Parte


ADOLESCENTI E VITAMINA C

A Dublino, nel 1972, un gruppo di ricerca formato da medici e farmacisti del Trinity College, analizzando la nutrizione degli adolescenti, scoprì che da un lato la vitamina C poteva rendere più sani i ragazzi e più resistenti alle malattie. Contemporaneamente si accorsero che occorrevano valori sino a 8 volte la quantità espressa dalle tabelle RDA per fornire agli adolescenti di sesso maschile in fase di crescita, il livello ottimale di acido ascorbico.  Ragazzi
Senza entrare nei dettagli dello studio, i medici rilevarono che più i leucociti mantengono un tasso elevato di acido ascorbico, tanto più velocemente l’organismo può mobilitare le difese per contrastare infezioni e malattie, riparare ustioni e ferite.
Erroneamente si crede che la vitamina C in eccesso sia scaricata dall’organismo come rifiuto, ma lo studio irlandese constatò sorprendentemente che la maggior parte di essa, frutto dei megadosaggi ai quali erano stati sottoposti i ragazzi del gruppo di studio, rimaneva nelle cellule.
Questo fenomeno venne osservato nell’aumento dell’emoglobina. È noto che quando si assume vitamina C, i livelli di emoglobina tendono a salire, anche se non viene assunto del ferro. Questo fenomeno avviene perché l’acido ascorbico mobilizza il ferro da altri tessuti e lo mette all’opera nei vitali globuli rossi, che portano ossigeno a tutte le parti del corpo. leucociti
Dagli esperimenti si evinse che un dosaggio intorno ai 500 mg, l’aumento dell’emoglobina era più elevato di quando venivano somministrati solo 200mg, segno che i supplementi di vitamina C non venivano sprecati, ma si rendevano immediatamente utili. globuli_rossi
La seconda cosa che sorprese gli scienziati, fu che questo aumento avveniva solo nei soggetti maschili, mentre per quelli femminili si verificò una controtendenza, ovvero una lieve riduzione dell’emoglobina in concomitanza dell’aumento della dose di acido ascorbico.
Questo fatto, secondo i medici, era dovuto alla periodica perdita di sangue (e quindi ferro) durante i cicli mestruali, che privano l’organismo femminile di quella quantità di ferro che dovrebbe essere mobilizzata dall’aumento della vitamina C.
Molti dietologi insistono sull’opportunità di fare assumere a donne e ragazze fertili, dei supplementi di ferro, ma questo elemento preso senza la vitamina C non funziona molto bene, in effetti se le dosi di vitamina C sono troppo basse, il ferro non viene metabolizzato rendendo inutile l’integrazione. AdolescentiESessualita3
Nonostante questa differenziazione sessuale, anche per i soggetti maschili, se carenti di ferro, possono veder neutralizzata l’azione della vitamina C, segno che è opportuno, per gli adolescenti, integrare sia la vitamina C e sia il ferro. sangue (1)
Un altro studio, eseguito ad Austin in Texas e presentato dal dottor Yew, mise in luce il fatto che i ragazzi in età evolutiva abbisognano addirittura di un dosaggio di 40 volte quello pubblicato nelle tabelle RDA.
Il dottor Yew affermò che, nonostante fossero trascorsi 44 anni da quando la vitamina C fu isolata, le dosi richieste per la salute umana sono ancora ben lontane dall’essere determinate.
L’ipotesi del dottor Pauling che il fabbisogno umano di questa vitamina è stato probabilmente sottovalutato nell’ordine di 1 a 10 o anche più, è stata spesso ignorata o refutata retoricamente, piuttosto che approfondita in base a solide sperimentazioni.
Proporzionando le quantità utilizzate negli esperimenti del dottor Yew, eseguite su cavie di laboratorio, si arriva ad una quantità giornaliera di 1500 mg di acido ascorbico per un peso corporeo di circa 30 chilogrammi, contro i 40 mg suggeriti dalla FNA.

 

 

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