VITAMINA C Quarta Parte


PRECAUZIONI CONTRO I RAFFREDDORI
Il dottor Pauling si è spesso battuto contro quei luoghi comuni che vedono bene i soli rimedi farmaceutici anziché una sana prevenzione. Un suo famoso cavallo di battaglia è stata la proposta di etichettare i rimedi contro i raffreddori da “tenere fuori dalla portata dei bambini” in “tenere fuori dalla portata di chiunque. Usate in sostituzione l’acido ascorbico”.
Infatti i medici usavano prescrivere aspirina e antibiotici contro le malattie da raffreddamento, quando questi composti non giovano granché, ma al contrario possono causare danni collaterali non indifferenti.
Una dottoressa, Edith D. Stanley della sezione malattie infettive della School of Medicine dell’Università dell’Illinois a Chicago, ha pubblicato un articolo sul Journal of the American Medical Association in data 24 marzo 1975, nel quale evidenziava alcuni fatti riguardanti l’aspirina.
Un gruppo di volontari infettati con il virus del raffreddore, curati soltanto con l’aspirina, mostrarono solo modeste riduzioni della gravità di sintomi, quando avrebbero dovuto mostrarne maggiori percentuali.
Fu invece significativo il fatto che i volontari trattati con l’aspirina, emisero dal 17% al 36% in più dei virus dei partecipanti al gruppo di volontari trattati con il placebo.
In pratica chi utilizzava l’aspirina per alleviare i sintomi del raffreddore, aveva molta più propensione a diffondere i virus.
È stato dimostrato che l’aspirina inibisce la capacità dei leucociti di trasferirsi nei tessuti infiammati, sopprimendo dunque la reazione naturale dell’organismo all’infezione.
L’aspirina può “alleviare” sintomi che sono in realtà il risultato della battaglia dei leucociti contro i virus invasori. Ma la riproduzione dei virus stessi non viene limitata.
Come conseguenza la persona che cura il proprio raffreddore con l’aspirina ha maggiori probabilità di “attaccare” il suo raffreddore ad altri. E per giunta i virus, non decimati dal sistema di reazione organica, possono diffondersi all’interno del corpo e prolungare e complicare la malattia.
Peggio dell’aspirina sono gli antibiotici.
Infatti non solo non sono efficaci contro i virus del raffreddore, ma sono altamente più nocivi.
In uno studio del dottor Lester F.Soyca, rubricato in un articolo “The misuse of Antibiotics for Treatment of Upper Respiratory Tracts infections in Children”, veniva sottolineato il fatto che il 95% dei medici interrogati somministrava ai pazienti uno o più medicinali dietro prescrizione per il raffreddore comune, di cui più della metà erano antibiotici.
Gli studi rapportati dal dottor Soyca, dimostrano che gli antibiotici non abbreviano la durata delle infezioni delle prime vie respiratorie, non prevengono complicazioni o infezioni secondarie e non riducono il numero degli organismi patogeni nel naso o nella gola.
Gli antibiotici sono efficaci nel produrre effetti collaterali: vomito, diarrea ed eruzioni della pelle sono conseguenze comuni. Alle reazioni negative dei medicinali, fra i quali gli antibiotici hanno spesso un ruolo preminente, sono da attribuirsi dal 3 al 5% di tutti i ricoveri ospedalieri. Ma ancora più sinistra è la possibilità che l’uso degli antibiotici provochi l’assuefazione a questo tipo di medicamento e ne impedisca così l’uso, nel futuro, in caso di malattia che minacci la vita del paziente.

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