VITAMINA C Quinta Parte


L’ETERNA LOTTA FRA FARMACI E RIMEDI NATURALI
Perché i medici preferiscono i farmaci ai rimedi naturali?
Premettiamo che ogni prodotto deve avere il suo specifico utilizzo, se un individuo è attaccato da un tumore non possono esserci rimedi omeopatici, vitaminici o quant’altro che possano combattere la malattia.
Se uno deve andare a Tokio, può andarci a piedi, in macchina, in treno o a dorso di cammello, ma la soluzione ideale resterà sempre l’aeroplano.
Così è anche per le malattie. I rimedi naturali sono senz’altro i migliori, ma in certi casi dobbiamo “prendere l’aereo” anche se abbiamo paura di volare.
Questo non significa che i farmaci siano la cura migliore.
Ho letto una frase su un libro: “il pane è buono, ma non è buono per lastricare le strade”.
I farmaci possono attaccare in breve tempo il virus, ma sono come Attila, dove passano non cresce più l’erba, quindi occorre dosare con cura il medicinale, per evitare grossi effetti collaterali.
E allora, perché certi medici si ostinano a prescrivere farmaci che spesso sono inutili e a volte pure dannosi?
Perché non possono prevenire anziché chiudere le stalle quando i buoi sono scappati?
Perché non prescrivere vitamine per aiutare l’organismo ad anticipare le difese?
La resistenza dei medici alla vitamina C, come rimedio ad esempio contro le malattie da raffreddamento, potrebbe essere spiegata in vari modi. Prima di tutto la vitamina C non è propagandata dalle grosse case farmaceutiche, non può essere oggetto di brevetto, quindi non può generare alti profitti.
Invece gli antibiotici sono ad alto profitto, sono oggetto di forti pressioni pubblicitarie sui medici, questi ultimi ricevono le informazioni dalle case farmaceutiche e si trovano svantaggiati quando si tratta di sapere che cosa è realmente disponibile e per quale scopo.
In secondo luogo sembra esistere un pregiudizio nei confronti della vitamina C, perché i suoi difensori si trovano all’esterno dell’establishment medico-farmaceutico. Molti dei primi studi intrapresi per confutare l’efficacia della vitamina C, omisero di riferire e valutare adeguatamente i suoi risultati positivi.
Eppure ancora oggi si vedono e sentono pubblicità che garantiscono miracoli per chi ha il raffreddore.
Ricordo molto bene un video dove il marito è sdraiato su una poltrona, con occhi pesti e mocio al naso, borsa del ghiaccio in testa, mentre la moglie gli consiglia il “prodotto miracoloso”, tanto che alla sera lui canta e balla come un atleta.
Queste sono pubblicità ingannevoli e la maggior parte delle persone credono, o fanno finta di credere, a queste baggianate.
E non parliamo poi dell’enorme spreco di denaro pubblico per le cure ospedaliere, per le giornate di lavoro perse per malattia, per l’oneroso lavoro di medici che potrebbero dedicarsi a cose più serie che non passare le giornate a curare raffreddori e influenze.
Nonostante tutto questo, sembrerebbe che ridurre le noie e le limitazioni dovute alle malattie da raffreddamento sia soltanto una piccola parte dei benefici che possiamo trarre dalla vitamina C.
Ricerche ed esperienze cliniche hanno dato alla Vitamina C una sua funzione nella prevenzione di una miriade di comuni malattie. Tali benefici vanno da quelli, ben provati, come la protezione contro la tossicità di alcuni medicamenti a quelli ancora sotto esperimento, come la protezione contro il cancro.

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