VITAMINA C Storia seconda parte


VITAMINA C

Sangue e vitamina C  sangue
Nell’aria sono presenti miliardi di piccoli microorganismi, molti dei quali possono essere un veicolo di malattie anche gravi, che non possono e non devono essere eliminati in quanto fanno parte di un ecosistema piuttosto complesso dove ogni elemento ha la sua importanza.
Dato che non possiamo eliminare le fonti dei malanni, dobbiamo poterci difendere e la vitamina C fa parte di queste “armi” che il nostro organismo utilizza.
Come ormai sappiamo bene, la difesa più efficace che il nostro corpo può mettere in campo è quella dei globuli bianchi (o leucociti).
Definizione scientifica: “I leucociti (dal greco λευκός, leukós „bianco“ e κύτος, kýtos „cellula“, „cavità“) ovvero i globuli bianchi o WBC, sono cellule del sangue. La funzione principale dei leucociti è quella di preservare l’integrità biologica dell’organismo tramite l’attuazione di meccanismi di difesa diretti contro microorganismi patogeni di varia natura (virus, batteri, miceti, parassiti) e contro corpi estranei penetrati nell’organismo previo superamento delle barriere costituite dalla cute e dalle mucose.”
Il compito dei globuli bianchi è quello dei “poliziotto di quartiere”, ovvero di una figura che deve “arrestare” ogni invasione del nostro organismo da parte di questi elementi. Essi attaccano l’elemento ostile, digerendolo letteralmente, per toglierlo di mezzo.

Leucocita

Leucocita

Quando un’infezione è in atto, il numero di questi globuli è decisamente alto, rispetto alla media, consentendo al medico di accorgersene.
Numerose pubblicazioni scientifiche hanno documentato l’azione sinergica dell’acido ascorbico in caso di infezioni da parte di batteri. Questo elemento coadiuva l’azione dei leucociti e alle volte procede direttamente all’eliminazione degli agenti patogeni.
Il fatto che le pubblicità favorevoli all’assunzione di vitamina C durante i mesi freddi si moltiplichino sempre di più, è una conferma del valore protettivo di questo elemento.

lactobacillus_bulgaricus_4

lactobacillus_bulgaricus_4

Streptococcus thermophilus

Streptococcus thermophilus

Batteri buoni e batteri cattivi
Non tutti i batteri sono nemici del corpo umano. Non dimentichiamo che molti di loro sono importanti per le funzioni dell’organismo. La digestione e l’assimilazione dei nutrienti è agevolata dall’azione dei batteri.
La fermentazione di alcuni cibi e bevande (yogurt e kefir ad esempio) è dovuta all’azione dei batteri.

Kefir

Kefir

Yoghurt

Yoghurt

La concimazione e l’arricchimento di sostanze organiche nutritive nei terreni coltivabili è aiutata dall’azione dei batteri.
Purtroppo non tutti questi microorganismi sono amici dell’uomo; ve ne sono molti che cercano di entrare nell’organismo per riprodursi e causare danni.
Polmonite, tonsillite, tubercolosi o anche un semplice raffreddore, sono effetti delle azioni di questi batteri trasformati in virus, che possono causare problemi molto seri se non affrontati in tempo.
Le difese organiche (leucociti e fagociti) intervengono prontamente, ma se il corpo è debilitato da fattori esterni (cattiva nutrizione, fumo, alcool, ecc) la loro azione potrebbe essere inefficace e le difese interne non sono sufficienti.
L’acido ascorbico è d’ausilio per la fagocitosi, ovvero quell’azione di incapsulamento e digestione dell’agente patogeno, compiuto dai fagociti.  fagocitosi
Il dottor Lawrence DeChatelet e i suoi collaboratori, Charles McCall e Robert Cooper, del reparto di biochimica della Bowman-Grey School of Medicine di Winston-Salem in North Carolina, studiarono il processo di fagocitosi, osservando le reazioni dei fagociti prima e dopo l’aggiunta di acido ascorbico ai campioni di cellule sanguigne.
Essi sapevano che durante la fagocitosi avvengono tre reazioni metaboliche: in prima battuta viene consumato l’ossigeno, poi viene prodotto perossido di idrogeno e si accelera una serie di reazioni biochimiche.
Il motivo per il quale avvenissero queste reazioni era comunque un mistero.
Durante i loro esperimenti, aggiunsero appunto l’acido ascorbico e si resero immediatamente conto che l’azione dei fagociti aumentava e con essa la distruzione dei batteri.
Approfondite ricerche dimostrarono che quando una forma ossidata di acido ascorbico (acido deidroascorbico) veniva aggiunta a queste cellule a riposo, la stimolazione HMS (esoso-monofosfato) aumentava maggiormente, rispetto a quando si aggiungeva il solido acido ascorbico.
Il gruppo di ricerca suggerì dunque che quando l’acido ascorbico viene aggiunto ai fagociti, si tramuta in primo luogo in acido deidroascorbico, aumentando il consumo di ossigeno e la produzione di perossido di idrogeno, e aumentando l’attività HMS.
È quindi logico supporre che quando il corpo è preso d’assalto da un’ondata di batteri infettivi, il bisogno di acido ascorbico aumenti e può venire soddisfatto soltanto se si assume sufficiente vitamina C per combattere l’invasione.

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