VITAMINA C Undicesima Parte


ATEROSCLEROSI E VITAMINA C

Nonostante il gran battage pubblicitario, dove AIDS (meno) e tumori (più) sono evidenziati dai media mondiali come i responsabili del maggior numero di morti, quello che è stato sempre ritenuto un “male minore” in realtà è una delle maggiori cause di morte e invalidità: l’ATEROSCLEROSI.
In verità le pubblicità fanno a gara per contendersi il “grande mercato del colesterolo”, dalle compresse agli yogurth è un continuo lancio di nuovi e strabilianti prodotti che combattono questo terribile elemento chimico.
Che cosa è e che cosa fa il colesterolo?
Prendo a prestito una citazione della Fondazione Veronesi pubblicata sul loro sito che, a mio parere, inquadra molto bene il nostro soggetto:
Il colesterolo è un grasso presente nel sangue, in gran parte prodotto dall’organismo e in minima parte introdotto con la dieta, che svolge diverse funzioni importanti nell’organismo. Esso è coinvolto nel processo di digestione, grazie alla formazione della bile; partecipa alla produzione di vitamina D, utile per la salute delle ossa; favorisce la costruzione della parete delle cellule, in particolare del sistema nervoso; consente la formazione di ormoni come il testosterone e gli estrogeni. Il colesterolo, però, non è tutto uguale: si distingue infatti il colesterolo ‘LDL’, cosiddetto “cattivo” poiché si deposita nelle pareti delle arterie aumentando il fattore di rischio di arteriosclerosi e di malattie cardiovascolari (infarto cardiaco, ictus cerebrale), dal colesterolo ‘HDL’, quello “buono”, che non provoca alcun danno alle arterie ma, anzi, rimuovendo il colesterolo dalle pareti dei vasi per trasportarlo al fegato, è garanzia di protezione, se presente in buona quantità.”
Come si può notare ci sono 2 colesteroli, chiamati in gergo “buono” e “cattivo”, l’HDL (High Density Lipoprotein) e l’LDL (Low Density Lipoprotein), quali sono le differenze?
Le Lipoproteine, cito da Wikipedia, sono “un composto di biomolecole idrofobe ed anfipatiche deputate al raccoglimento ed al trasporto di lipidi, in particolare di trigliceridi, colesterolo e colesterolo esterificato, e fanno riferimento ad una struttura micellare (vedi micella) di base formata da un singolo strato fosfolipidico.”
Lascio a chi vuole approfondire il compito di chiarirsi le idee, ma andando al sodo qual è il compito di queste lipoproteine e di conseguenza del colesterolo?
Esse sono degli “autobus” per trasportare i grassi nel sangue; le HDL recuperano i residui dei grassi e lo trasportano al fegato, mentre le LDL trasportano i grassi dal fegato alle cellule.
Ovviamente maggiori sono le HDL minori sono i rischi circolatori. Grassi3
Come può la vitamina C aiutare l’organismo contro questi rischi?
Secondo il professor M.L.Riccitelli della Yale School of Medicine, fin dal 1949 si sono avute prove evidenti che l’aterosclerosi poteva essere collegata ad una carenza di vitamina C. In base ad alcuni studi effettuati su cavie di laboratorio, si è acclarato che una carenza di vitamina C produceva gli stessi sintomi e le medesime caratteristiche di aterosclerosi riscontrate su soggetti umani.
A parere del professor A.L. Myasnikov, l’acido ascorbico possiede “un parziale effetto anticolesterolemico e antiaterogenico”, in altre parole la vitamina C riduce gli indici di colesterolo nel sangue e ostacola la sua formazione sulle pareti interne delle arterie.
Una cosa singolare accadde alla dottoressa Constance Leslie, del Pinderfield Hospital di Wakefield nello Yorkshire (Gran Bretagna); somministrando un’integrazione di vitamina C a soggetti giovani, e quindi non ancora soggetti ad ipercolesterolemia, e ad altri soggetti più anziani diagnosticati come aterosclerotici, nei secondi riscontrò un aumento del colesterolo nel sangue.
Secondo la sua opinione ciò era dovuto ad un effetto “raschiante” della vitamina C sulle arterie, che aumentava in questo modo la percentuale di colesterolo nel sangue.
La scoperta della dottoressa Leslie fu accidentale; ella riferisce che qualche tempo prima fu incuriosita dalle affermazioni di una ditta farmaceutica che vantava le proprietà trombolitiche di un suo prodotto derivato dal pompelmo. Sperimentando questo ritrovato, la dottoressa non riscontrò alcun effetto per cui definì queste proprietà come “infondate”. Tempo dopo, quando si svilupparono delle tecniche di analisi più approfondite, la dottoressa tornò a riesaminare il prodotto.  Pompelmo
“Se c’è qualcosa nel farmaco che deriva dal pompelmo, perché non provare con il pompelmo stesso? E perché non provare con altri frutti?”
Provando su se stessa, aggiungendo alla dieta via via frutta e verdura, analizzò il proprio sangue giornalmente alla ricerca della comparsa di trombolitici. Ovviamente nel breve termine questo non portò a risultati, ma un sabato quando era di servizio all’ospedale dovette procedere ad un prelievo di sangue, in seguito ad un ricovero di un paziente a cui necessitava una trasfusione urgente.
Durante le analisi del sangue, come prevedeva la routine ospedaliera, i colleghi si accorsero che il tasso di colesterolo nel sangue era estremamente basso.
La dottoressa, andando a rianalizzare i campioni prelevati nel corso della sperimentazione, si rese conto che il tasso di colesterolo, inizialmente a 240, era sceso a 160 dopo i primi 30 giorni di alimentazione a frutta e verdura.
Inoltre, quando alla sua dieta aggiunse proteine (uova e formaggio), il tasso si ridusse ulteriormente a 140.
“Ciò mi convinse che c’era in opera un principio attivo. Non si trattava dell’assenza di certi elementi, ma la presenza di frutta e verdura che operava quest’effetto. Per giunta avevo consumato crudi questi alimenti, per cui mi chiesi se li avessi consumati cotti, cosa sarebbe potuto accadere. Iniziai quindi ad alimentarmi di frutta e verdura cotte, ma il colesterolo a questo punto ricominciò ad aumentare. Ne dedussi che era la presenza della vitamina C, presente solo nei cibi crudi, a determinare l’effetto anticolesterolo”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.