VITAMINA C VS COLESTEROLO


Il dottor Emil Ginter, dell’Istituto della Nutrizione di Bratislava, è riconosciuto come uno dei maggiori esperti mondiali nel campo del metabolismo della vitamina C.
Da tempo studia gli effetti dell’aterosclerosi e degli elementi che ne fanno una delle prime cause di mortalità nel mondo.
Studiando l’evoluzione della nutrizione umana nel corso dei tempi, si rese conto che l’insorgenza di patologie legate ad essa, stavano diventando sempre più numerose e pericolose.
L’uso di grassi alimentari, aggiunto al tenore dei medesimi presenti nei cibi, può causare un rilascio nel sangue di sostanze che, legandosi alla parete di arterie e vene, può bloccarne il flusso sanguigno causando anomalie gravi.
Non solo la nutrizione errata è causa di infarti e ictus, ovviamente, ad essa si sommano le abitudini sbagliate quali: mancanza di esercizio fisico, fumo e alcool, inquinamento, stress, eccetera.
Resta il fatto che, in ogni caso, una sana alimentazione può prevenire queste patologie.
Il suo gruppo di studio decise quindi di iniziare dei test su cavie di laboratorio per tentare di capire meglio il fenomeno e, se possibile, ridurlo al massimo.
Le cavie in questione erano i Porcellini d’India, porcellino-india-cavia molto simili all’uomo per quanto riguarda il fabbisogno di vitamina C che non possono produrre autonomamente.
Il primo punto del programma non era la privazione totale della vitamina C, altrimenti la cavia sarebbe morta di scorbuto, mentre era essenziale capire gli effetti di un’insufficiente integrazione di essa.
Era necessario mettere a punto un protocollo che prevedesse una carenza di vitamina C per analizzare i mutamenti biochimici che ne derivano.
In questo modo i porcellini d’India crescevano in modo normale senza che all’apparenza si notassero degli squilibri.
Nonostante questo apparente stato di salute ottimale alle analisi, dopo alcuni mesi di dieta carente, si notò un aumento del tasso di colesterolo nel fegato e nel sangue.Guineapig_image2
Questa scoperta inattesa incuriosì l’equipe di scienziati che erano particolarmente attenti alla piaga dell’aterosclerosi e determinò un’ulteriore serie di test per capire il motivo per cui una carenza di vitamina C nell’alimentazione dovesse innescare il processo di aumento degli acidi grassi “cattivi” nel sangue.
Il metabolismo del colesterolo è un processo complesso nei esseri umani; noi assumiamo parte di questo elemento con il cibo, ma è l’organismo stesso a produrlo in modo endogeno.
Il colesterolo viene sintetizzato da frammenti bicarbonacei prodotti dall’ossidazione di zuccheri, grassi e addirittura proteine. Essendo un lipide di sostanza grassa quasi insolubile in acqua, esso circola nel nostro corpo coniugato con proteine, le lipoproteine.
Il colesterolo presente nel sangue penetra in tutti i tessuti dell’organismo e la sua velocità di spostamento nei vari tessuti è altamente variabile.
Ad esempio esso entra nel cervello solo molto lentamente, ma si può muovere all’interno e all’esterno del fegato in modo molto rapido.
Nel corso degli esperimenti, utilizzando radioisotopi per marchiare il colesterolo e osservare la sua migrazione nei tessuti delle cavie, i risultati non furono molto incoraggianti per cui si dovette procedere ad un cambio di strategia.bigstock-Guinea-Pig-Eating-A-Carrot-24559988
I dottori presero quindi come obbiettivo l’eliminazione del colesterolo dal corpo umano.
Il colesterolo viene eliminato dall’organismo in due modi: nel primo viene espulso mediante urina e feci, dopo aver attraversato immutato le pareti intestinali.
Il secondo modo di espulsione è più complicato ma, per gran parte degli appartenenti al mondo animale, più importante.
Mediante l’azione enzimatica, il colesterolo viene trasformato nel fegato in acidi biliari che sono eliminati a loro volta nella vescica e nelle feci.
Nel corso dei test gli scienziati determinarono nelle cavie carenti un rallentamento del processo di trasformazione che causava un accumulo del colesterolo nel fegato e nel sangue, infatti si riscontrò che nelle cavie sottoposte ad una dieta carente di vitamina C, il loro fegato trasformava il 40% in meno di colesterolo rispetto a quelle che venivano alimentate in modo bilanciato.
Si osservò che aumentando la vitamina C nella dieta, il processo di eliminazione del colesterolo accelerava e che aumentando queste dosi anche l’eliminazione del colesterolo aumentava in modo progressivo.
A questo punto i medici si posero una domanda: “che importanza può avere la velocità di eliminazione del colesterolo con l’aterosclerosi?”
Il processo di ossidazione dello stesso, tanto più è rapida e meno colesterolo resta in circolo nel sangue quindi meno se ne attacca alle pareti dei vasi sanguigni.
Uno studio eseguito in Gran Bretagna, dove si è cercato di fare una statistica delle malattie cardiovascolari e le cerebropatie correlate con l’alimentazione, evidenziò che una scarsa integrazione di vitamina C poteva incrementare le patologie sopra menzionate. Nelle regioni ad alto consumo di questa vitamina si riscontrava una bassa mortalità per malattie cardio-ischemiche e cerebrovascolari.
Inoltre il dottor Ginter si rese conto che nel sangue delle cavie carenti, non era solo il colesterolo ad essere in eccesso, ma anche i trigliceridi, che hanno un ruolo determinante nell’aterosclerosi.
Il dottor Ginter cercò di tracciare delle linee guida che si basavano essenzialmente sulla prevenzione e, dato che la natura ha pensato bene di toglierci la possibilità di produrre la vitamina C internamente, occorre integrare il più possibile nostra alimentazione con frutta e verdura e se non basta con vitamina C allo stato puro e concentrato. VitaminaC1

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