VITAMINA D Cosa accade quando manca?


Benché sia conosciuto da oltre mezzo secolo il fabbisogno di vitamina D, molta gente soffre ancora per la sua carenza.

Certamente le popolazioni che vivono più vicino all’Equatore soffrono meno di quelle che vivono alle estremità del globo terracqueo, eppure per la produzione di vitamina D non è necessario un Sole che batte in testa.

Per ovviare a questo sarebbe sufficiente che le popolazioni con meno Sole si scoprissero di più per catturare quanta più luce solare possibile. È anche vero che dove il Sole latita fa più freddo, ed è difficoltoso girare nudi quando il termometro segna i -20.

Esistono fortunatamente cibi e integratori alimentari che possono fornirci del “Sole in bocca”

Quali sono gli effetti di una carenza di vitamina D?

In primo luogo il rachitismo.

Come già detto la vitamina D è fondamentale per la crescita, senza di essa semplicemente non può esserci crescita.

La formazione delle ossa fra prima e seconda infanzia è importante, la mancanza della benzina per far correre “l’automobile della crescita” significa fare pochi kilometri nella vita.

Le ossa sono fragili, i denti deboli ed esposti a carie e lo scheletro può incurvarsi.

Negli adulti invece provoca osteomalacia e indebolimento della struttura scheletrica, accompagnata da dolori, debolezza muscolare ed anoressia.

Negli anziani la carenza di vitamina D sfocia inevitabilmente nell’osteoporosi e le ossa diventano piano piano simili ad una spugna ed eventuali cadute, per altre persone degli incidenti, per loro potrebbero diventare un vero e proprio calvario.

In Occidente le malattie da carenza di vitamina D sono raramente riconosciute; il motivo è che spesso diamo per scontato che non possano esserci carenze vitaminiche, grazie ad una dieta alimentare iper ricca. Inoltre, grazie proprio a questo preconcetto, i sintomi delle malattie derivanti da insufficiente assunzione di vitamine non sono più evidenti all’occhio clinico.

Fortunatamente questa essenziale “vitamina della vita” non è solo derivata dalla luce solare.

Infatti, in uno studio effettuato sull’incidenza dell’inquinamento sulla produzione di vitamina D da parte dell’organismo che blocca l’azione della luce solare, si è scoperto che nei paesi nordici il rachitismo non attecchisce, contrariamente a quanto si suppone.

Il motivo deriva dall’alimentazione di queste popolazioni che mangiano molto pesce, e questi pesci sono in grado di produrre calciferolo, una specie di vitamina D, senza l’ausilio di raggi solari.

Inoltre è importante l’azione di un altro alimento della dieta nordica: l’olio di fegato di merluzzo (nonché di altre tipologie ittiche) notoriamente utilizzato nell’infanzia proprio per combattere il rachitismo anche in assenza del Sole.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.