VITAMINA D e osteoporosi


 

OSTEOPOROSI.

Tutti, bene o male, abbiamo sentito parlare di quella patologia che rende l’ossatura fragile e favorevole alle rotture. Le ossa diventano porose e, soprattutto per le donne, estremamente delicate.

Come fanno le ossa indebolirsi?

Le ossa sono costituite in maggior parte dal calcio e, quando questo elemento viene a mancare (soprattutto in tarda età), crea questi problemi.

Molti sono i fattori che possono contribuire a questa demineralizzazione.

In primis sono gli ormoni, infatti ci sono almeno una mezza dozzina di ormoni implicati nel movimento dei minerali nella struttura scheletrica e i mutamenti ormonali dovuti all’invecchiamento, aumentano indubbiamente la predisposizione all’osteoporosi.

Non solo questo fattore è la causa della patologia, un altro è l’inattività fisica e l’alimentazione sbagliata di concerto.

La persona avanti con gli anni tende a muoversi poco, vuoi per dolori e acciacchi vari, vuoi per una “forma mentis” di rigetto dell’attività.

L’alimentazione delle persone anziane è sicuramente diversa rispetto a quella delle persone giovani, spesso sopraggiungono problemi digestivi (anche in seguito alla sopra citata mancanza di movimento), o anche solo inappetenza o mancanza di voglia di cucinare.

Una carenza nutrizionale generalizzata, riduce quindi anche l’assorbimento del calcio e degli altri minerali che intervengono nei processi metabolici, ma è soprattutto la riduzione della vitamina D a mettere una bella pietra sul nostro organismo.

Quando si è in là con gli anni, come già anticipato poc’anzi, non si ha voglia di fare movimento, di conseguenza non si esce all’aperto e da questo comportamento avviene la naturale riduzione di assorbimento della vitamina D.

Un altro fattore determinante per l’insorgenza e lo sviluppo dell’osteoporosi, è sicuramente il fumo.

In una lettera pubblicata sul Journal of the American Medical Association del 31 luglio 1972, il dottor Harry W.Daniell riferisce che il fumo, oltre certi limiti, appare come un fattore importante nell’insorgere dell’osteoporosi. La scoperta del dottor Daniell sul fumo, fornisce un’altra ottima ragione per smettere di fumare e, al tempo stesso, un’altra misura preventiva di protezione contro questa malttia geriatrica.

Come è possibile che il fumo di sigaretta colpisca le ossa?

Il dottor Daniell afferma che i minerali delle ossa (soprattutto calcio e fosforo, responsabili della durezza dei tessuti ossei) sono “notevolmente più solubili, come è noto, nelle soluzioni acide” e sappiamo che il fumo aumenta l’acidità.

Così possiamo aspettarci che i minerali delle ossa i dissolvano e vengono assorbiti dalla corrente sanguigna molto più velocemente quando il fumo produce un ambiente acido.

Alcune esperienze hanno dimostrato, riferisce il dottor Daniell, che tre sigarette consecutive provovano una pronta ipercalcemia transitoria, ovvero un alto contenuto di calcio nel sangue.

Questa scoperta, egli dice, fa pensare che il fumo sia associato a una rapida perdita di calcio delle strutture ossee.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.