VITAMINA D Il suo ruolo nell’evoluzione


E parliamo un po’ di “razze”.

Dite che non si può al giorno d’oggi?

Eppure le “razze” sono il fondamento dell’Umanità, affermarlo è la sacrosanta verità.

Cosa centra la vitamina D con le razze?

Secondo il dottor Loomis, in una pubblicazione su SCIENCE il 4 agosto 1967, la vitamina D risale a qualche milione d’anni fa. La sua teoria è che la specie umana si è sviluppata principalmente in 3 ceppi principali, o gruppi razziali, contraddistinti dal colore della pelle: i bianchi, i gialli e i neri.

La vitamina D è necessaria in una certa misura nell’organismo umano, ma non in eccesso.

Il dottor Loomis afferma che la vitamina D opera un controllo sul colore della pelle inoltre, sempre secondo il suo punto di vista, l’origine della vita umana fu in Africa, vicino all’Equatore, e il colore della pelle fu ovviamente nero. Gli antropologi sostengono che la pelle scura fu un’evoluzione della protezione contro i raggi solari.

Il dottor Loomis ribalta completamente la teoria e, secondo lui, prima venne la pelle scura che si trasformò in bianca, proprio come protezione contro la carenza di vitamina D.

Infatti la pelle scura lascia passare solo il 36-39% dei raggi ultravioletti, mente la pelle bianca ne fa passare dal 53 al 72%.

Quando l’uomo primitivo migrò verso Nord, e oltrepassò il 40°parallelo, la pelle scura diventava un vero e proprio scudo contro i benefici del Sole, causando forme di rachitismo.

Paradossalmente sono proprio i bambini di razza scura ad essere più soggetti al rachitismo, piuttosto che i bambini di razza bianca che vivono nei paesi nordici.

Quando i raggi ultravioletti colpiscono la pelle, le cellule pigmentarie producono melanina che fa risultare la carnagione abbronzata. Le razze nere (Negri, Boscimani-Ottentotti e Australoidi), che possiedono riserve più abbondanti di melanina, sono perennemente abbronzati. Le razze bianche hanno una pelle trasparente in inverno, quando devono assorbire il più possibile la luce solare, per trarre il massimo beneficio dagli scarsi raggi ultravioletti, per sintetizzare la vitamina D, ma in estate prendono un’abbronzatura per proteggersi da un eccesso di vitamina D.

Pur sapendo che cos’è la vitamina D, e conoscendo la sua importanza, si constata sempre di più un’insufficiente assunzione in inverno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.