VITAMINA E La grande controversia


Di Richard A. Passwater 

 

Richard A. Passwater, di Silver Spring nel Maryland, è un ricercatore biochimico e consulente di gerontologia. Il suo lavoro tecnico è ampiamente riportato sulla stampa scientifica. È anche autore di Supernatural Megavitamin Revolution (Dial Press, New York, 1975)

 

La vitamina E, è da sempre un argomento discusso.

Essa è un vero e proprio enigma, ma al contempo l’interesse scientifico è alto, lo dimostrano i circa 500 rapporti pubblicati nel 1973 e dai circa 15.000 rapporti pubblicati anteriormente.

Nonostante tutta questa documentazione, i dubbi sull’utilità di questa vitamina, e sulle sue potenzialità, ancora non sono stati dissipati.

L’AMA (American Medical Association) e la FDA (Food and Drug Administration), oltre a numerosi ricercatori, ridicolizzano i benefici della vitamina E, e i giornalisti si riferiscono alla controversia come alla “guerra della vitamina E”.

Fu nel 1959 che la FDA affermò che “la vitamina E era indispensabile”, ma fu solo nel 1968 che il Consiglio Nazionale delle Ricerche rese noto il dosaggio giornaliero.

Nel 1971, Medical Letter proclamava: “la vitamina E non è di nessun valore per nessuno stato patologico umano”.

Un comunicato del National Research Council ammette che “i neonati prematuri, soprattutto quelli con anemia emolitica, e i soggetti con difettoso assorbimento di grassi, abbisognano di dosi supplementari di vitamina E

La patologia relativa al difettoso assorbimento può dipendere da steatorrea, fibrosi cistica, cirrosi epatica, gastrectomia, itterizia ostruttiva, insufficienza pancreatica e sprue.

Nel 1973, nel corso di un convegno presieduto dal dottor Max Horwitt, alla lista dei malanni che traevano beneficio dalla vitamina E si aggiunse la claudicazione intermittente (dolore al polpaccio durante la deambulazione causato da insufficienza respiratoria).

I lavori del convegno, suggeriscono di aggiungere vitamina E ai preparati per lattanti e auspicano ulteriori ricerche sull’utilizzo di questa vitamina come protezione contro l’inquinamento atmosferico.

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