VITAMINA E: la “guardia del corpo”


La Vitamina E è notoriamente conosciuta come antiossidante, ovvero come elemento protettivo del nostro organismo che, in sinergia con il Retinolo (Vitamina A) e Acido Ascorbico (Vitamina C), protegge le cellule dagli attacchi dei radicali liberi.

La Vitamina E è in realtà un complesso di elementi chiamati Tocoferoli (alfa, beta, gamma, delta, epsilon, zeta, eta e theta) dei quali il più importante e biologicamente attivo è l’alfa (α).

Essa è una vitamina discretamente recente, il suo potenziale fu studiato negli anni “30 da una coppia di scienziati canadesi (Wilfrid e Evan Shute) che la applicarono su pazienti malati di cuore.

I risultati impressionarono talmente di due fratelli che iniziarono ad approfondirne gli utilizzi anche per altre patologie.

Non staremo a dilungarci sui vari casi, in internet si trovano centinaia di rimandi, ma cercheremo di stabilire in che modo questo prezioso elemento naturale può esserci d’aiuto.

La vitamina E cattura i radicali liberi e, cedendo loro uno ione o un elettrone, li trasforma in sostanze innocue che possono essere espulse dall’organismo.

Il nostro corpo è, purtroppo, formato anche da grassi, inestetici grassi, ma utili per determinate funzioni metaboliche.

Bello sarebbe se potessimo usufruire della giusta quantità di questi elementi ed espellere il surplus, ma purtroppo non succede così.

I lipidi, lo sappiamo tutti, sono accumulati nel nostro organismo per “esigenze future”, e gli accumuli sono un po’ dappertutto, anche in posti bene in vista come l’addome, i glutei, ecc, tutti luoghi che, quando si va al mare e necessariamente ci si deve togliere i vestiti, queste riserve sono ben visibili al prossimo.

Dato che questi grassi sono soggetti ad ossidazione, il rischio è che questo processo si possa estendere anche alle cellule limitrofe, con danni futuri, ma soprattutto seri dal punto di vista patologico.

In parole povere cardiopatie, scompensi circolatori, tumori sono un rischio concreto e il fattore scatenante è derivato proprio dal fenomeno dell’ossidazione dei lipidi.

Alcuni sintomi di queste degenerazioni sono evidenti come le cosiddette “macchie di vecchiaia” che compaiono sulle mani. Altro non sono che accumuli di grassi ossidati dai radicali liberi e sono formazioni croniche, per cui non più modificabili.

Allo stesso modo queste formazioni si trovano, meno visibili, nei polmoni, nel sistema nervoso, nei muscoli, si formano e non sono riscontrabili dalle analisi mediche  e alla fine causano decessi che sarebbero potuti essere evitati con una prevenzione.

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