VITAMINA GRUPPO B ACIDO FOLICO e restrizioni governative


La Food and Drug Administartion ha posto un limite al quantitativo di acido folico che può essere immesso nei supplementi vitaminici. Il limite corrisponde alla dose raccomandata giornaliera di 400 mcg, tuttavia molti supplementi non possiedono tale quantità e qualche volta non ne hanno affatto.

Ciò potrebbe derivare dalla preoccupazione che gli epilettici assumano troppo acido folico, in quanto grossi quantitativi rischiano di ridurre l’efficacia dei farmaci anticonvulsivi, ma la ragione vera di questa limitazione è che l’acido folico nasconde alcuni effetti dell’anemia da carenza di vitamina B12.

L’acido folico un tempo era usato per curare questo tipo di anemia, fino a che si scoprì che, mentre eliminava i sintomi, non impediva i danni di tipo neurologico.

Il criterio seguito è quello di proteggere coloro che non ricevono un adeguato quantitativo di B12, limitando un altro fattore nutritivo ugualmente importante.

Naturalmente, come nella maggior parte delle situazioni, il problema è più complesso di quanto appare da questo tipo di ragionamento.

In effetti, secondo uno studio apparso su Lancet (24 maggio 1975), una carenza di vitamina B12 può ridurre l’utilizzazione da parte delle cellule, dell’acido folico; attualmente la carenza di acido folico è molto più comune della carenza di vitamina B12.

Le fonti primarie di acido folico sono: spinaci, fegato, rognone, crusca di grano, asparagi, cavolo, indivia, rape, broccoli, patate, bietole, succhi d’arancia, piselli e fagiolini.

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