VITAMINA GRUPPO B ACIDO PANTOTENICO, danni alla sfera riproduttiva


Gli esperimenti giapponesi non sono gli unici a dimostrare la dannosità del bromuro di metile.

Nel 1960, in Texas al Centro Agricolo Sperimentale di Collage Station, venne pubblicato un bollettino intitolato “Effects of Fumigation for Insect Control on Seed Germination”.

In effetti la fumigazione con bromuro di metile interferiva con la germinazione di ogni specie di seme esaminato.

Due sole fumigazioni, che nella pratica sono un caso normale, causavano sempre un grave danno.

Quando la temperatura e l’umidità erano relativamente basse, si osservavano scarsi danni immediati.

Tuttavia quando le sementi restavano in magazzino per 12 mesi, caso anch’esso piuttosto frequente, si rendevano evidenti forti riduzioni nella germinazione.

Questo rende evidente il fatto che, anche se il bromuro di metile scompariva dagli elementi per evaporazione, il danno nutritivo era compiuto.

Inoltre le sementi soggette a fumigazione con bromuro di metile, mostravano segni di anormalità.

Come rilevavano i ricercatori “le sementi danneggiate dalle fumigazioni producono germogli con strutture incapaci di crescere. La radice e il tubulo primari spesso divengono necrotici a causa delle muffe che le attaccano”.

All’atto di questi esperimenti in Texas non era ancora noto il motivo per il quale il bromuro di metile causasse tali distruzioni nei semi, tuttavia i ricercatori sapevano che le sementi non contenevano, come gli alimenti fumigati in Giappone, più bromuro di metile. Essi erano al corrente, senza dubbio, che l’acido pantotenico presente in tutti gli organismi viventi è considerato come stimolante della crescita, ma non avevano gli elementi per collegare la mancata crescita con le fumigazioni a base di bromuro di metile.

Quando le scoperte giapponesi furono divulgate, fu chiaro che era la distruzione dell’acido pantotenico alla base della mancata crescita.

Ma il danno generativo causato dalla distruzione dell’acido pantotenico non si limita ai semi.

Studi condotti su animali hanno dimostrato che l’acido pantotenico è fondamentale per la riproduzione normale.

A seconda le livello di carenza, i feti di ratti femmine venivano riassorbiti o nascevano deformi.

Roger J. Williams ha scritto su Nutrition Against Diseases (Pitman Publishing Corp. New York 1971) che “vi sono dei buoni motivi per ritenere che un numero considerevole di insuccessi nella riproduzione umana sono dovuti alla mancanza, durante la gestazione, di quella stessa vitamina, l’acido pantotenico, che secondo le osservazioni dei ricercatori si è rivelata di fondamentale importanza per i ratti”

 

 

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