VITAMINA GRUPPO B ACIDO PANTOTENICO e la motilità intestinale


Trattiamo un argomento “scabroso”: la motilità intestinale.

Ricordo che l’intestino, ultimo organo preposto all’assimilazione dei nutrienti, è in realtà uno dei più importanti.

Numerose patologie possono nascere nel nostro organismo se l’intestino non lavora correttamente.

La celiachia infatti è una delle anomalie che colpisce direttamente l’ultimo tratto digerente e moltissimi altri problemi possono derivare dal mancato o scorretto assorbimento dei nutrienti dall’intestino.

Come può, l’Acido Pantotenico, difendere i processi di assimilazione intestinale?

Durante un esperimento sui cani, dei quali alcuni furono nutriti privando il loro organismo dell’Acido Pantotenico, i ricercatori notarono che questi specifici soggetti manifestavano una difficoltà di distensione addominale, dovuto in special modo ad una inibizione della motilità intestinale, ovvero alla capacità di movimento di quest’ultimo.

Gli esperimenti hanno dimostrato che quando veniva somministrato Acido Pantotenico dopo un intervento chirurgico, il periodo di disagio risultava assai più breve.

Questo stato di disagio, in medicina denominato ILEITE, generalmente sopravviene dopo un intervento ospedaliero sull’intestino. Nella sua forma più lieve, e forse più comune, essa causa una distensione postoperatoria con conseguente formazioni dolorose di gas, che portano a dolori addominali che possono seguire la più semplice operazione riguardante l’addome, come ad esempio un parto cesareo.

Nella sua forma più grave, fortunatamente rara, l’intestino diviene completamente paralizzato e cessa ogni funzione, tanto da mettere a repentaglio la vita del paziente.

La scoperta che l’Acido Pantotenico diminuiva il pericolo di ileite nei cani, incoraggiò i chirurghi a valutare la possibilità di un analogo trattamento postoperatorio sull’uomo.

Alcuni ricercatori, che tenevano sotto osservazione un centinaio di pazienti sofferenti di ileite paralitica, notarono che l’Acido Pantotenico produceva buoni risultati con un precoce passaggio di flatulenza intestinale.

In seguito venne condotto uno studio su due gruppi separati di pazienti ospedalizzati, i ricercatori notarono subito una differenza fra il gruppo sperimentale, a cui veniva somministrata la vitamina, e il gruppo di controllo.

Coloro che avevano subito il trattamento a base di Acido Pantotenico riuscivano ad espellere i gas ristagnanti in una media di 10 ore, mentre coloro che non erano stai sottoposti, soffrivano di dolori intestinali per almeno 77 ore.

Inoltre nel primo caso la degenza ospedaliera era di circa 2 giorni, mentre nel secondo poteva prolungarsi sino a 14 giorni.

Il motivo per cui l’Acido Pantotenico ha una così grande importanza sulla motilità intestinale, è determinato dal fatto che senza di esso non vi sarebbe produzione di acetilcolina, sostanza chimica che trasmette messaggi alle terminazioni nervose.

Senza di essa, i nervi non possono controllare l’attività intestinale, motoria e secretoria.

Infatti in animali da esperimento si è osservato che dopo un periodo di stress la riserva di acetilcolina nell’organismo, risulta diminuita; tuttavia se si somministra Acido Pantotenico, il livello di acetilcolina può elevarsi anche del 50%.

Questo fu determinato dai ricercatori che pubblicarono la relazione sul Journal of Applied Nutrition (11, 177, 1958).

È probabile che molte persone che non sono sottoposte a interventi chirurgici, ma soffrono abitualmente di flatulenza, possono ricevere un giovamento aumentando l’apporto di Acido Pantotenico

Carlton Fredericks riferisce nel suo “Newsletter of Nutrition (1 ottobre 1972) che “250 mg al giorno di Acido Pantotenico, non solo alleviano la sofferenza post operatoria dovuta ai gas, ma prevengono la formazione dei gas stessa. La mia recente affermazione suggerisce che coloro che sono disturbati da gas intestinali e distensione, di cui non se ne trova la causa fisica, reagiscono talvolta favorevolmente all’Acido Pantotenico, tanto che sono convinto che questi soggetti hanno un’elevata necessità di questa vitamina, difficile a soddisfarsi anche mediante un’oculata scelta degli alimenti”

 

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