VITAMINA GRUPPO B ACIDO PANTOTENICO, la vitamina antistress


Il nome “acido pantotenico” deriva dal greco pantos, che significa “ovunque”.

Il nome stesso fornisce l’indicazione che la sua presenza è dappertutto, in ogni cellula vivente e che la sua mancanza o carenza può provocare danni a lungo termine.

Da quando fu scoperto nel 1933, da Roger J.Williams, poca attenzione è stata data a questo elemento essenziale.

A molti medici è stato insegnato il suo nome, ma non sono state fornite necessarie informazioni sulla sua carenza in una dieta.

Il fatto che si trovi “ovunque” può confondere e causare un abbassamento di attenzione, oltretutto aggravato dal fatto che nei cibi di oggi, trattati in modo industriale, è ridotta drasticamente la presenza vitaminica.

Al giorno d’oggi è difficile rispettare la RDA giornaliera di acido pantotenico, oltretutto un’assunzione maggiore di componente vitaminico, può favorire alcune patologie.

Il dottor Williams, nel libro “Nutrition Against Diseases”, afferma che “ciascuno di noi trarrebbe benefici da un’assunzione maggiore di acido pantotenico….è probabilmente una caratteristica inerente al sistema umano, la necessità di dosi relativamente forti di questa vitamina…Il tessuto muscolare, ovvero il tessuto più abbondante del nostro organismo, contiene circa il doppio di acido pantotenico del tessuto muscolare di altri animali, esso deve venire fornito dalla nutrizione. Il latte umano, che la natura prepara per i piccoli dell’uomo, è relativamente ricco di questa vitamina”.

Che cosa accade quando l’organismo umano viene privato da questo elemento?

Per scoprirlo, un gruppo di ricercatori della IOWA State University, somministrò ad alcuni soggetti volontari delle prigioni statali dell’IOWA, una dieta adeguata con esclusione dell’acido pantotenico.

I risultati vennero resi noti in Proceedings of the society of Biology (vol. 86 , 1954)

I volontari, uomini in giovane età, dopo solo due settimane di privazione, accusavano fatica e desiderio di dormire durante il giorno. Perdita di appetito e stitichezza li affliggevano alla terza settimana. Diventarono litigiosi, insoddisfatti e “totalmente giù di corda” verso la fine della quarta settimana.

L’analisi delle urine rivelò una diminuzione degli ormoni surrenali, che continuò progressivamente via via che l’esperimento procedeva.

Nei soggetti comparvero anche: ipotensione, spossatezza, disturbi gastrici, costipazione e continue infezioni respiratorie. Gli enzimi digestivi e gli acidi gastrici si ridussero notevolmente. Verso la quarta settimana dell’esperimento, questi uomini erano in pessime condizioni, e per giunta soffrivano di brucioni ai piedi.

Questi risultati sono straordinari per diverse ragioni. Prima di tutto è molto raro produrre sintomi tanto gravi con l’eliminazione di una singola sostanza nutritiva per così poche settimane.

I ragazzi sani privati di vitamina C, per esempio, possono anche non rivelare alcun sintomo appariscente per alcuni mesi. Questo è abbastanza curioso, perché il corpo umano è assolutamente incapace di sintetizzare la vitamina C, mentre i batteri intestinali sono capaci di rifornirci di acido pantotenico che essi stessi sintetizzano da altre fonti alimentari.

Evidentemente, il bisogno di acido pantotenico da sorgenti alimentari, secondo uno schema regolare, è molto più critico di quanto la maggior parte della gente s’immagini.

Senza di esso accuseremmo in breve tempo un intero repertorio di malanni che pochi assocerebbero a insufficienza di una singola frazione del complesso B.

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