VITAMINA GRUPPO B ACIDO PANTOTENICO, malattie collegate


In realtà i medici giapponesi non avevano alcuna ragione, all’inizio, di sospettare che il bromuro di metile o qualsiasi altro insetticida fosse implicato nella genesi della neuropatia mielo-ottica subacuta, come riferirono al IX congresso Internazionale della Nutrizione, a Città del Messico .

Il dottor Yoshikazu Yomura e i suoi colleghi dell’Istituto di Neurologia presso l’ospedale Kanto Rosai di Kawasaki, notarono tuttavia che vi era una sorprendente analogia fra i sintomi osservati nei loro pazienti e quelli prodotti sia in animali sia in esseri umani carenti di Acido Pantotenico, una vitamina del complesso B.

Disturbi gastro intestinali, strane sensazioni di prurito e di bruciore, diminuita resistenza ad ogni sorta di stress, infezioni comprese, quali si osservano in pazienti neuropatici, sono tutti sintomi classici delle carenza di Acido Pantotenico.

Analizzando campioni di sangue di pazienti neuropatici, il gruppo giapponese scoperse che tendevano, in effetti, a rivelare bassi indici di Acido Pantotenico.

Il passo seguente fu quello di sperimentare se forti dosi di Acido Pantotenico avrebbero potuto alleviare i sintomi in questi pazienti.

I loro sospetti vennero drammaticamente confermati: di 77 pazienti neuropatici trattati con iniezioni di Acido Pantotenico, ben 52 registrarono ciò che i giapponesi definirono un miglioramento “eccellente” o “estremamente marcato”. In 16 altri casi i risultati furono definiti “buoni”.

Purtroppo i medici non riuscivano a capacitarsi del motivo per cui questi pazienti fossero così carenti di vitamina, nonostante essa si potesse tranquillamente assumere.

Nel frattempo altri medici neurologi stavano curando un paziente colpito da una grave infezione di bromuro di metile.

Il lavoro di questa persona consisteva di fumigare sostanza alimentari con il prodotto e cono ogni probabilità, a causa di una maschera protettiva non indossata correttamente, era stato investito e aveva inalato i vapori tossici.

I medici erano riusciti a fargli superare la crisi respiratoria, ma notarono altri sintomi abbastanza simili e riconducibili ad una carenza di Acido Pantotenico.

Era possibile che ci fosse un legame fra il bromuro di metile e la carenza di Acido Pantotenico?

Volendo approfondire la questione, vollero testare su dei ratti l’assunzione di cibo fumigato con il bromuro di metile, allo stesso modo di come veniva applicato il veleno nei magazzini alimentari.

In contrasto con il gruppo di controllo, i ratti “avvelenati” mostravano sintomi quali diarrea, stanchezza, non crescevano di peso ed erano particolarmente eccitati.

Anche se alla lunga questi sintomi recedevano nel tempo, nei ratti che nel frattempo erano deceduti, e ai quali fu eseguita l’autopsia, furono segnalati gravi danni al sistema nervoso.

A questo punto i ricercatori sottoposero, prima e dopo la fumigazione, il cibo a delle analisi spettrofometriche a raggi infrarossi che rivelarono come l’Acido Pantotenico veniva in tal modo trasformato in un altro composto misterioso.

Quello era, infine, il legame cercato: il bromuro di metile era scomparso dai cibi, ma aveva portato con se tutto l’Acido Pantotenico necessario all’alimentazione e vitale per la salute.

Nel caso dell’operaio investito dai fumi, la distruzione della vitamina era avvenuta all’interno del proprio organismo, mentre nei pazienti neuropatici la vitamina era stata distrutta direttamente nel cibo consumato e trattato con il bromuro di metile.

Il concetto che il disturbo nervoso, conosciuto come neuropatia mielo-ottica subacuta, possa venir causato dal consumo di cibo fumigato con bromuro di metile è una teoria, buona, ma pur sempre una teoria.

D’altro canto è un fatto che, fumigare sostanze alimentari con quel preparato, distrugga il contenuto vitale di Acido Pantotenico.

È altresì un fatto che questa vitamina del complesso B sia indispensabile per la salute.

I sintomi di carenza, che vanno dall’atonia intestinale, alla diminuita resistenza alle malattie infettive, possono essere presenti in misura relativamente lieve, quando la carenza è relativamente lieve.

In sintesi, l’assenza di vistosi disturbi nervosi non è una prova che il paziente non soffra in qualche misura di una carenza di Acido Pantotenico.

 

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