VITAMINA GRUPPO B BIOTINA sintomi di carenza


La Biotina si trova in numerosi alimenti e può essere generata negli intestini, per cui non dovrebbe essere carente nell’organismo.

Alcuni anni fa una donna statunitense fu ricoverata nell’ospedale di Birmingham (Alabama) a causa di una serie di disfunzioni anche gravi. Ella soffriva di infiammazione alle labbra e alla cavità orale, dermatiti, scarso appetito, nausea, dolori muscolari e al pericardio, inoltre denunciava u formicolio insistente a mani e piedi.

Alla signora furono eseguiti un numero impressionante di esami clinici e fu dichiarata anemica, sofferente di disfunzioni cardiache, un elevato tasso di colesterolo e strani sintomi epatici.

Durante l’anamnesi, i medici vennero a conoscenza di un disturbo al fegato che il suo medico di famiglia aveva cercato di curare con una dieta iperproteica.

In questa dieta era contemplata l’assunzione di 6 uova crude e mezzo litro di latte al giorno, oltre ai normali pasti.

Questo regime era andato avanti per oltre 18 mesi, portando la signora allo stadio in cui si trovava.

Ella non sapeva, né lo sapeva evidentemente il suo medico, che quel regime dietetico stava impoverendo il suo organismo di Biotina. L’uso, o meglio l’abuso, di uova crude attaccava le riserve di vitamina per mezzo di una proteina specifica (avidina) contenuta nell’albume crudo, la quale si combina con la biotina nel tratto intestinale.

Quella combinazione non può venire scomposta nell’intestino, pertanto la biotina viene espulsa senza poter arrecare quei benefici che necessitano al corpo umano.

Per ovviare a tale stato, oltre a eliminare l’albume crudo dalle diete, occorre integrare con tuorlo d’uovo, fegato e lievito di birra.

In vari test su animali sono stati replicati questi stati alimentari, dove sono privati di biotina, e le conseguenze sono appunto malattie cutanee e perdita di pelo, fino ad arrivare nei casi estremi a paralisi degli arti posteriori.

La dermatite seborroica, tipica dei primi anni di vita del bambino, è dovuta proprio a questa carenza.

Aaron Nisenson, del Department of Pediatrics dell’UCLA Center for the Health Sciences su Pediatric (dicembre 1969) riferisce che numerosi casi di dermatite seborroica dei lattanti furono guariti somministrando Biotina per iniezione e prescrivendo razioni di fegato alle madri nutrici.

Il dottor Nisenson osservò che la Biotina negli alimenti è legata alle proteine e che per essere efficace essa deve essere scomposta da idrolisi degli acidi e dagli enzimi gastrici per assumere la forma “libera”.

Durante i primi mesi di vita del lattante questa attività potrebbe risultare “difettosa” e potrebbe non esserci della “Biotina libera” in quantità adeguata.

Il dottor Nisenson raccomanda l’assunzione di Biotina e, se la madre allatta ancora, anch’ella dovrebbe integrare la propria dieta con fegato e lievito di birra.

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