VITAMINA GRUPPO B COLINA e Fegato


La funzione emulsionante della Colina, consente anche al fegato di essere tranquillo, infatti questa sostanza vitaminica

è in grado di eliminare gli accumuli di grasso sulle pareti del fegato.

Alcuni medici e scienziati ad un simposio ad Atlantic City a cura dell’American Institute of Nutrition, ribadirono che “la sottrazione della Colina dalla dieta in un singolo pasto, causa accumulo di lipidi nel fegato”

Il dottor Richard H. Follis Jr ha descritto nel suo libro Deficency Diseases (Springfield, Illinois Charles C.Thomas, 1958) le connessione che esistono fra la formazioni dei fosfolipidi nel fegato e la carenza di Colina nell’alimentazione. Egli osserva che i grassi devono lasciare il fegato appunto come fosfolipidi e che una carenza di Colina ne rallenta la trasformazione. La Colina dà la possibilità al fegato di bruciare gli acidi grassi: “Mediante questi due meccanismi”, scrive il dottor Follis “le cellule epatiche sono, di norma, capaci di liberarsi degli acidi grassi portati loro dalla corrente sanguigna”. Che si tratti di alimenti ingeriti o derivanti dalla decomposizione di grassi corporei, questi grassi possono transitare nel fegato. Se l’organismo non dispone di Colina sufficiente ad attivare le funzioni necessarie alla loro trasformazione, si depositano delle gocce di lipidi sulle cellule epatiche che possono, a lungo andare, trasformarsi in strutture simili a cisti. Queste formazioni inibiscono anche altre funzioni del fegato, ad esempio la metabolizzazione di proteine e carboidrati, nel lungo periodo queste disfunzioni possono alterare in modo permanente queste funzioni causando danni all’intero organismo.

La situazione ottimale, a detta di alcuni studiosi, sarebbe una plusvalenza di Colina e un abbassamento del tasso di lipidi provenienti dall’alimentazione, come è naturale.

Il dottor N.W.King assistente patologo presso il Laboratorio di Ricerca Medica e Dietologica dell’esercito statunitense a Denver (Colorado) pubblicò uno studio sull’American Journal of Clinica Nutrition (gennaio 1965) osservò che nei ratti nutriti con una dieta carente di Colia si verificavano gravi conseguenze: dal 30 al 40% delle cellule che componevano i lobuli del fegato, s’infiltravano di grasso.

La metà dei ratti appartenenti a questo gruppo, ricevette iniezioni di grassi che alzarono la percentuale di cellule “grasse” al 75-80%.

Quando nella dieta fu aggiunta Colina, non furono altrettanto gravi.

Il fegato dei ratti, ai quali era stata fornita la Colina nelle giuste proporzioni, si presentava perfettamente in salute.

Uno studio su due gruppi di lattanti (American Medical Association Journal, 24 febbraio 1951), erano stati alimentati con una dieta altamente proteica e povera di grassi, ad un gruppo fu somministrata un supplemento di Colina e presentò “minore infiltrazione di grassi, dopo un determinato periodo di tempo”

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