VITAMINA GRUPPO B COLINA e Pressione Sanguigna


Parimenti al colesterolo, anche la pressione sanguigna può subire dei miglioramenti con l’utilizzo regolare della Colina nell’alimentazione.

Uno studio del 1957, comparso sulla rivista Journal of Vitaminology, descrive un test svolto su 158 pazienti ipertesi, ai quali fu somministrata Colina.

Coloro che accusavano mal di testa, stordimento, palpitazioni e costipazioni, notarono un netto miglioramento in soli 10 giorni.

La pressione sanguigna calò dopo la terza settimana e addirittura in un terzo dei pazienti ritornò a livelli normali.

La Colina è uno dei 3 fattori del complesso B (Colina, Acido Folico e B12) che, insieme all’amminoacido metionina, sono definite “sostanze nutritive chiave per lo sviluppo del sistema immunitario”.

Questo significa che queste Vitamine hanno un effetto protettivo contro le malattie.

Nelle cavie da laboratorio, in special modo quelle gravide, una carenza di Colina può alterare il sistema immunitario della loro prole. Un esempio concreto ce lo fornisce la carenza di Acido Folico nelle donne in attesa, che rischiano serie malformazioni al feto.

Nel caso delle cavie, pur sembrando perfettamente sane alla nascita, in realtà hanno presentato più tardi delle immunodeficienze.

Se questo avviene negli animali da laboratorio, è lecito pensare di estendere anche agli esseri umani queste considerazioni?

Il dottor Paul Newberne, del Massachussets Institute of Technology (MIT), nel suo rapporto pubblicato nel 1974 su Science Today, ritenne di porre in evidenza il fatto che “alcune malattie inspiegate di alcuni bambini, potrebbero derivare dai cibi che avevano mangiato le loro madri durante la gravidanza”

Sotto il profilo biochimico le 4 sostanze citate in precedenza, sono classificate come “lipotrope”, e sono implicate in un fondamentale processo metabolico conosciuto come “trasporto dei gruppi metilici”.

Probabilmente le 4 sostanze sono anche necessarie alla sintesi degli acidi nucleici nella formazione di nuove cellule.

Il gruppo di ricerca del dott. Newberne riscontrò negli animali da laboratorio, specialmente in quelli che avevano subito una carenza di Colina, una riduzione della dimensione del timo e di altri organi del sistema linfatico, riducendo di conseguenza anche le difese immunitarie, direttamente dipendenti da questi organi.

Nonostante gli animali nati da madri carenti, e apparentemente sani alla nascita, l’autopsia rilevo che il timo era solo 3/5 delle dimensioni normali delle cavie nate da madri nutrite convenzionalmente.

La riduzione delle ghiandole timiche fu notato in seguito all’esperimento di infettazione a mezzo dei bacilli di salmonella, negli animali di controllo (ben nutriti) ne perirono 3 su 20, mentre in quelli di studio la mortalità fu di 14 su 20.

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