VITAMINA GRUPPO B PABA


In realtà stiamo parlando dell’Acido Paramminobenzoico ma, come potete notare, il solo nominarlo fa arricciare la lingua a chi lo cita.

Il nome con cui è conosciuto è appunto PABA ed è considerata la vitamina della bellezza.

E’ notorio che la bellezza non sia dovuta a fattori esterni, questi al massimo la possono esaltare oppure nascondere delle imperfezioni. La bellezza, intesa come pelle liscia e vellutata, elastica, senza rughe, capelli voluminosi e brillanti, e tutti gli altri fattori che risaltano, è il frutto di un metabolismo corretto.

Gli animali che vivono in libertà, e che assumono il PABA con l’alimentazione, posseggono un folto pelo, splendido piumaggio e forti squame.

Secondo il dottor Robert S.Claunch, della University of California, la struttura dei capelli è simile a quella del pelo degli animali, per cui dovrebbero avere la medesima robustezza.

Il PABA è una vitamina di recente scoperta e si tratta di una “vitamina nella vitamina”, ovvero la si trova in combinazione con l’Acido Folico.

Lo si può trovare nel fegato, nell’onnipresente lievito di birra, nel germe di grano, nella melassa liquido sciropposo che resta dopo che dalla barbabietola e dalla canna, viene estratto lo zucchero.

Eppure questa sostanza, così ricca di sostanze naturali, viene inspiegabilmente destinata all’alimentazione del bestiame.

Il PABA è in grado di attivare l’intestino a produrre Acido Folico e Acido Pantotenico,

Come coenzima l’Acido Paramminobenzoico partecipa al metabolismo delle proteine e alla produzione di globuli rossi.

La sua funzione principale è sulla pelle, agisce come un colorante naturale e fa si che i nostri capelli mantengano il più possibile il colore naturale.

I primi sintomi di una carenza del PABA li possiamo notare da malattie cutanee, caduta e variazione di colore dei capelli, astenia (facilità a stancarsi), disturbi nervosi e digestivi.

Il PABA si concentra nelle cellule della pelle, reagisce con determinate sostanze protettive nel caso di esposizione ai raggi solari. Grazie a questa reazione, vengono schermati i raggi solari dello spettro ultravioletto che possono causare danni patologici alla pelle.

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