VITAMINA GRUPPO B RIBOFLAVINA: è sufficiente quella che assimiliamo?


La dose raccomandata di riboflavina da assumere giornalmente è di 1,7 mg, secondo le tabelle ufficiali.

Ma siamo sicuri di assimilarne la dose raccomandata?

Secondo una statistica, quasi il 30% della spesa alimentare di una famiglia media, verte su zuccheri, sciroppi, gelatine, caramelle, pane e dolci.

Per quanto riguarda i prodotti da forno, questi sono quasi sempre confezionati con farina bianca alla quale, nel processo di raffinazione, sono tolte le sostanze vitaminiche e minerali.

Spesso, alla fine della lavorazione, questi prodotti sono “arricchiti” con vitamine, ma la quantità che viene restituita a queste sostanze è solo una minima parte, inoltre si tratta di elementi di sintesi che non hanno nulla a che fare con quelle sostanze naturali.

Zucchero (1)Ad esempio lo zucchero bianco dei dolciumi è costituito al 99,5% da carboidrati e solo da 1 mg di ferro e 0,2 mg di rame per ogni 100 grammi, inoltre in esso non vi sono tracce di calcio, fosfato né vitamine.

È evidente che qualche forma di malnutrizione sussista a tutti i livelli, né può sembrare strano che la riboflavina sia una delle carenze più marcate.

Essa si trova in diversi alimenti, ad esempio nel lievito, nel fegato, nel grano integrale, nelle uova e nei formaggi, negli ortaggi a foglia verde, nei piselli e nei fagiolini, nel muscolo bovino e nelle interiora.

E sono proprio questi cibi ad essere trascurati dalla massaia media.

Al contrario delle altre vitamine del gruppo B, non c’è maggior fabbisogno di riboflavina quando aumenta il contenuto di carboidrati, ma la necessita della vitamina cresce con l’aumentare delle proteine dato che è essenziale per il metabolismo delle stesse, nella formazione di nuovi tessuti e nella produzione di enzimi flavoproteici.

La riboflavina è la vitamina che più delle altre è soggetta a deperimento a causa della sua fotosensibilità.

Considerevoli quantità di vitamina B2 contenuta nei cibi, va perduta a causa dei raggi UV, specialmente in presenza di alcali. Questo è determinante nel caso del latte, in quanto viene irradiato per fornirgli vitamina D e spesso è confezionato in bottiglie di vetro o in contenitori di plastica chiara.

La riboflavina è distrutta anche dal calore, è vulnerabile all’alcool e agli antibiotici all’interno dell’organismo. dipendente-dall-alcool

Anche i contraccettivi orali possono deteriorare una buona quantità di riboflavina.

Alcuni medici consigliano alle donne che assumono questi anticoncezionali, un’integrazione supplementare di vitamina B2.

Dove possiamo reperire la riboflavina?

Innanzi tutto non vi sono pericoli di iperdosaggio perché è il nostro stesso organismo che espelle la quantità in eccesso.

fagioliniLe fonti naturali di vitamina B2 sono appunto il grano integrale, le uova, gli ortaggi a foglia verde, piselli e fagiolini e quegli alimenti citati in precedenza.piselli

Oltre naturalmente agli integratori alimentari naturali.

 

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